A sole quarantotto ore dalla presentazione ufficiale, un utente a Dubai è riuscito ad acquistare in anticipo un Samsung Galaxy S26 Ultra, mostrandone il design rinnovato con camera island e il reale funzionamento del tanto chiacchierato Privacy Display. I brevi video diffusi in rete ridimensionano però le aspettative sulle opzioni software, evidenziando un menù meno personalizzabile rispetto a quanto ipotizzato dai leak precedenti.
Mancano ormai un paio di giorni all’evento di lancio ufficiale fissato per il 25 febbraio 2026, ma un rivenditore di Dubai ha rotto il day one, permettendo all’utente X @KaroulSahil di acquistare un Samsung Galaxy S26 Ultra con largo anticipo e di pubblicare in rete i primi video unboxing e hands-on del dispositivo.
Design e dimensioni: arriva la camera island
I contenuti multimediali condivisi mostrano la confezione di vendita definitiva e una serie di confronti dimensionali diretti con i principali concorrenti del mercato, tra cui l’iPhone 17 Pro Max e i recenti top di gamma a marchio Vivo e Oppo. L’ingombro fisico del nuovo flagship sudcoreano risulta in linea con i rivali, presentandosi forse leggermente più allungato rispetto alla media. Dal punto di vista estetico, le linee generali richiamano fortemente quelle del precedente Galaxy S25 Ultra, con una singola, sostanziale differenza ingegneristica sulla back cover: l’abbandono delle lenti isolate in favore di una vera e propria camera island che racchiude il comparto fotografico.
Il Privacy Display in azione
L’aspetto tecnicamente più rilevante emerso da questa fuga di notizie riguarda il Privacy Display, una funzionalità ampiamente anticipata dai teaser ufficiali di Samsung ma mai mostrata in azione in modo chiaro. Nel breve filmato si osserva come, una volta attivata l’opzione, il pannello riduca drasticamente la propria luminosità e l’angolo di visione quando osservato lateralmente, rendendo i contenuti illeggibili a eventuali sguardi indiscreti di chi si trova di fianco all’utente.
L’interfaccia mostra anche un interruttore dedicato alla Maximum privacy protection (Protezione privacy massima). Stando alle dinamiche hardware dei display OLED, è altamente probabile che questa spunta forzi un abbassamento della luminosità generale anche per la visione frontale, abbattendo ulteriormente la dispersione della luce verso i lati per oscurare totalmente lo schermo.
Se l’efficacia hardware del filtro di polarizzazione sembra confermata, a deludere parzialmente i commentatori online è la scarsità di opzioni software mostrate nel menù. Le indiscrezioni delle scorse settimane puntavano su un livello di personalizzazione estremo, ipotizzando l’attivazione automatica del Privacy Display in base alla geolocalizzazione (ad esempio, fuori dalla rete Wi-Fi domestica) o la possibilità di oscurare solo porzioni specifiche dello schermo sensibili.
Il video trapelato mostra invece un’impostazione molto più binaria, limitata a due soli interruttori di sistema. Resta ovviamente l’incognita sulla natura del firmware: il dispositivo potrebbe eseguire una versione software preliminare priva delle routine definitive, oppure le automazioni avanzate potrebbero essere nascoste in sottomenù separati legati alle Modalità e Routine di sistema.
Al netto delle limitazioni emerse, il Privacy Display si conferma l’upgrade funzionale più tangibile del nuovo Galaxy S26 Ultra, un dispositivo che, secondo tutti i report tecnici, punterà maggiormente sull’affinamento delle tecnologie esistenti che su stravolgimenti hardware radicali. Le ultime conferme ufficiali arriveranno tra due giorni sul palco del Galaxy Unpacked.





