La lunga transizione da Google Duo a Meet si è ufficialmente conclusa, eliminando definitivamente le ultime tracce e funzionalità “legacy” dell’app originale. Con questo passaggio spariscono caratteristiche iconiche come Knock Knock e la Modalità Famiglia, sostituite dall’architettura unificata di Meet che punta su crittografia cloud, sottotitoli in tempo reale e condivisione schermo. Gli utenti devono ora prestare attenzione alla privacy: per default Meet permette chiamate da chiunque conosca la mail, rendendo necessario attivare manualmente il filtro “Solo i contatti” nelle impostazioni. Il rinvio della chiusura a inizio 2026 ha permesso un rollout graduale, ma oggi Meet diventa a tutti gli effetti l’unico hub per le videochiamate di Mountain View.
La transizione da Google Duo a Google Meet è giunta al termine. L’azienda di Mountain View ha completato la migrazione del suo servizio di videochiamata, eliminando definitivamente le ultime tracce dell’app che per anni ha rappresentato l’alternativa consumer a Hangouts. Il processo, avviato già nel 2022 con la scomparsa del marchio Duo, si è concluso nelle ultime settimane con la rimozione delle funzionalità legacy ancora presenti all’interno di Meet.
Il percorso dalla fusione alla chiusura
Quando Google Duo è stato assorbito da Meet nel 2022, il brand è sparito ma le funzionalità originali erano rimaste accessibili attraverso un sistema parallelo all’interno dell’app unificata. La chiusura definitiva di queste componenti legacy era stata programmata inizialmente per settembre 2025, ma l’azienda aveva deciso di posticipare la scadenza a gennaio 2026. L’implementazione è poi avvenuta gradualmente nei mesi successivi.
Il segnale più evidente della conclusione del processo è stata la rimozione della scheda di avviso che campeggiava in cima alla homepage di Meet. Nei giorni scorsi è scomparsa anche la cronologia delle chiamate legacy, insieme al relativo menu delle impostazioni dedicato alle chiamate Duo.
Le funzionalità che non ci sono più
Con la chiusura delle componenti legacy, diverse caratteristiche distintive di Duo hanno cessato di esistere. Tra queste Knock Knock, che al lancio dell’app rappresentava un elemento innovativo mostrando il feed video di chi chiamava prima ancora di rispondere. Sono sparite anche la modalità Famiglia e la funzione Mirror mode.
Altri elementi rimossi includono:
- Momenti: per catturare istanti durante le chiamate, ora sostituito dagli screenshot nativi del dispositivo
- Modalità di risparmio dati: al suo posto è disponibile la modalità di risparmio integrata in Meet
- Modalità di scarsa illuminazione: compensata dalla regolazione dell’illuminazione video e dal ritocco del ritratto per alcuni account
Cosa cambia per gli utenti
La versione unificata di Meet porta con sé funzionalità che non erano presenti in Duo. Tra queste le didascalie in tempo reale, la condivisione dello schermo durante le chiamate, la chat integrata, gli effetti impilabili e la crittografia cloud.
Sul fronte della privacy, Meet adotta un approccio diverso rispetto a Duo: per impostazione predefinita, chiunque conosca l’indirizzo email può avviare una chiamata. Gli utenti che preferiscono limitare la raggiungibilità ai soli contatti devono modificare manualmente le impostazioni, attivando l’opzione “Solo i contatti possono chiamarmi” nella sezione Generali.
Per quanto riguarda i dispositivi smart home, le chiamate di gruppo in arrivo continuano a essere supportate sui display Nest, mentre quelle in uscita non sono disponibili né sugli altoparlanti né sui display della linea.




