OpenAI sviluppa un ricercatore AI completamente autonomo

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OpenAI ha svelato la sua nuova “stella polare”: un sistema di ricerca scientifica 100% autonomo. Il piano prevede il rilascio entro settembre 2026 di un “tirocinante virtuale” capace di risolvere problemi complessi senza intervento umano, primo passo verso una rete multi-agente prevista per il 2028. Per supportare questa visione, l’azienda sta creando una “Super App” che fonderà ChatGPT, un browser e strumenti di programmazione avanzati (grazie all’acquisizione di Astral). Nonostante le sfide geopolitiche e i timori per i costi energetici del settore, Sam Altman punta a trasformare l’IA da semplice chatbot a ricercatore indipendente, cercando di recuperare il terreno perso nel mercato enterprise contro Anthropic.

OpenAI ha annunciato una nuova ambiziosa direzione per i prossimi anni: la creazione di un sistema di ricerca completamente automatizzato, basato su agenti AI capaci di affrontare problemi complessi in totale autonomia. L’azienda di San Francisco ha definito questo obiettivo come la propria “stella polare” per il futuro immediato. Il progetto prevede tappe intermedie ben definite, con una prima versione operativa attesa già entro settembre di quest’anno.

Un assistente di ricerca autonomo entro settembre

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, entro settembre 2026 verrà presentato un assistente AI autonomo per la ricerca, descritto come un “tirocinante” virtuale in grado di gestire un numero limitato di problemi specifici. Questo rappresenterà il primo passo verso la realizzazione di un sistema multi-agente completamente automatizzato, la cui presentazione è prevista per il 2028.

Il chief scientist di OpenAI, Jakub Pachocki, ha fornito dettagli sul progetto in un’intervista esclusiva, illustrando le fasi di sviluppo e le capacità attese del sistema. L’obiettivo è creare un’infrastruttura capace di condurre ricerche complesse senza intervento umano, gestendo autonomamente l’intero processo dalla formulazione del problema alla soluzione.

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Verso una super app integrata

Parallelamente al progetto del ricercatore automatizzato, OpenAI sta lavorando alla costruzione di una cosiddetta “super app” che unirà ChatGPT, un browser web e uno strumento di programmazione in un’unica applicazione. L’iniziativa include anche l’acquisizione di Astral, una startup specializzata in strumenti di sviluppo software, per potenziare il modello Codex dedicato alla programmazione.

Queste mosse strategiche arrivano in un momento in cui l’azienda sta riducendo l’impegno su progetti secondari per concentrare le risorse sui suoi obiettivi principali. Nonostante la leadership tecnologica, OpenAI avrebbe perso terreno rispetto ad Anthropic nel mercato enterprise, secondo alcune fonti del settore.

Il contesto più ampio dell’intelligenza artificiale

L’annuncio di OpenAI si inserisce in un panorama tecnologico in rapida evoluzione, caratterizzato da crescenti preoccupazioni sulla sicurezza e sull’accesso alle tecnologie AI. Negli stessi giorni, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha incriminato il co-fondatore di Super Micro per presunto contrabbando di tecnologie AI verso la Cina, mentre il Pentagono ha sollevato dubbi sulla sicurezza legati ai dipendenti stranieri di Anthropic.

L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha inoltre messo in guardia sui rischi che l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe rappresentare per il boom dell’intelligenza artificiale, considerato l’elevato consumo energetico richiesto da questi sistemi. Le preoccupazioni riguardano la possibilità di uno shock energetico prolungato che potrebbe rallentare lo sviluppo del settore.

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