Google punisce i siti che bloccano il tasto back

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  • Google introduce una nuova politica contro il back button hijacking, la pratica invasiva che blocca il pulsante indietro del browser per trattenere gli utenti sulle pagine.
  • I siti che adottano questa tecnica verranno penalizzati nei risultati di ricerca e trattati alla stregua di spam e malware secondo le linee guida antispam.
  • Gli sviluppatori hanno tempo fino al 15 giugno per adeguarsi alla nuova policy, dopodiché Google applicherà sistematicamente le sanzioni.

Navigare sul web può rivelarsi un’esperienza frustrante quando alcuni siti impediscono agli utenti di tornare indietro con il classico pulsante del browser. Google ha deciso di intervenire con una nuova politica che punta a eliminare questa pratica invasiva. La società di Mountain View ha annunciato che i siti che adottano questo comportamento verranno trattati alla stregua di contenuti spam.

Il fenomeno riguarda quei portali che, nel momento in cui un visitatore prova a lasciare la pagina premendo il tasto indietro, mostrano una schermata intermedia con suggerimenti di contenuti o pubblicità. L’obiettivo è trattenere l’utente il più possibile, ma il risultato è spesso solo irritazione. Questa tecnica viene definita back button hijacking e interferisce con il normale funzionamento del browser.

Una violazione delle policy antispam

Con la nuova direttiva, Google Search considererà il blocco del tasto back come una violazione esplicita delle politiche contro le pratiche malevole, al pari di malware e altre minacce. I siti che continuano a utilizzare questo metodo rischiano di essere penalizzati con un abbassamento della loro posizione nei risultati di ricerca.

Chris Nelson, membro del team Google Search Quality, ha spiegato che questa pratica compromette la funzionalità del browser e interrompe il percorso di navigazione atteso dagli utenti. Le persone si sentono manipolate e diventano meno propense a visitare siti sconosciuti. Nelson ha ricordato che inserire pagine ingannevoli nella cronologia del browser è sempre stato contrario alle linee guida di Google.

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Tempo fino a metà giugno per adeguarsi

L’azienda ha osservato un aumento di questa pratica negli ultimi tempi e ha deciso di agire in modo più deciso. Gli sviluppatori e i gestori di siti web hanno tempo fino al 15 giugno per assicurarsi di non interferire con la capacità degli utenti di navigare nella cronologia del browser. Da quella data, Google inizierà ad applicare la nuova policy in modo sistematico.

La misura rappresenta un tentativo di migliorare l’esperienza di navigazione complessiva e di ridurre le tattiche aggressive utilizzate da alcuni portali per trattenere il traffico. Gli utenti potranno tornare a usare il tasto back senza ostacoli, mentre i siti dovranno trovare metodi più trasparenti per coinvolgere i visitatori.

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