- The Pokémon Company ha reso obbligatorio il riconoscimento facciale per accedere ai Pokémon Card Store temporanei in Giappone.
- Si tratterà di un ticket numerato collegato al volto valido una sola volta al giorno per persona, dai 6 anni in su.
- La misura arriva solo 3 giorni dopo un'altra restrizione, l'obbligo della carta d'identità governativa My Number Card per alcuni acquisti.
In Giappone, a partire dai sei anni, diventa obbligatorio sottoporsi al riconoscimento facciale per poter comprare una bustina di carte Pokémon. La misura, annunciata da The Pokémon Company, riguarda i Pokémon Card Store temporanei della catena e nasce per contrastare il bagarinaggio, ma solleva domande che vanno oltre le carte collezionabili.
Come funziona il riconoscimento facciale per comprare carte Pokèmon
Chiunque voglia entrare in uno dei Pokémon Card Store dovrà prima sottoporsi a una scansione del volto e ricevere in cambio un ticket numerato collegato a quel volto, valido per un solo ingresso al giorno. Il consenso al trattamento dei dati biometrici è condizione obbligatoria per entrare: chi rifiuta, semplicemente non riceve il ticket e non può fare acquisti. I bambini in età prescolare sono esclusi dalla scansione diretta, ma possono accedere solo se accompagnati da un adulto, il che significa che in pratica nessun gruppo entra senza che almeno una persona venga identificata. Se il sistema rileva un secondo tentativo di ingresso o di ritiro ticket nella stessa giornata, il personale può negare l’accesso.
Lotta ai bagarini: l’obiettivo di The Pokémon Company
The Pokémon Company evita di definire pubblicamente la misura come “anti-bagarinaggio”, preferendo parlare di un ambiente di acquisto sicuro e di applicazione equa dei limiti. Nella sostanza, però, il bersaglio è chiaro: rivenditori che svuotano gli scaffali comprando quantità enormi di bustine per poi rivendere le carte più rare a prezzi molto superiori al listino, spesso su piattaforme come Mercari. Il collegamento tra volto e ticket serve proprio a impedire il trucco più comune, uscire e rientrare più volte nello stesso negozio, o spostarsi tra più punti vendita della stessa catena nello stesso giorno.
My Number Card e Governo: le altre strette in Giappone
Il riconoscimento facciale arriva appena 3 giorni dopo un altro annuncio, datato 21 luglio 2026: l’obbligo di usare la My Number Card, la carta d’identità governativa giapponese, per limitare gli acquisti e la partecipazione alle lotterie di alcune carte, sia online sia in negozio. Da agosto 2026, inoltre, alcuni acquisti del gioco di carte collezionabili nei Pokémon Center permanenti (oggi esclusi dal riconoscimento facciale) richiederanno un documento d’identità. Il governo giapponese ha nel frattempo istituito una task force dedicata ai problemi del settore delle carte collezionabili e degli spazi retail: un segnale che la pressione normativa, non solo quella dell’azienda, sta crescendo.
Minori e privacy: che fine fanno i dati biometrici raccolti?
The Pokémon Company ha dichiarato che le immagini del volto e i conteggi degli accessi verranno conservati “solo nella misura necessaria” per sicurezza e prevenzione del bagarinaggio, per poi essere eliminati dopo un periodo che l’azienda non specifica. È il dettaglio che nessuna delle testate che hanno ripreso la notizia sta davvero mettendo in discussione: un’azienda che raccoglie dati biometrici da minori di 6 anni dichiara di cancellarli, ma senza dire quando.
La reazione del pubblico giapponese sui social è stata in prevalenza favorevole, mentre fuori dal Giappone, come ad esempio in Europa, le reazioni sono più caute, concentrate proprio sulla questione privacy: un divario comprensibile per chi ha vissuto in prima persona il caos degli scaffali svuotati in pochi minuti, meno per chi guarda la vicenda da fuori con occhio più critico sui dati raccolti da bambini.
Pokémon Center e futuro: il sistema si estenderà?
Con una task force governativa attiva e due misure restrittive annunciate nel giro di pochi giorni, è ragionevole aspettarsi che il riconoscimento facciale si estenda anche ai Pokémon Center permanenti nei prossimi mesi, non solo ai punti vendita temporanei. Vale la pena seguire se altri publisher di carte collezionabili, alle prese con lo stesso problema di bagarinaggio, decideranno di seguire lo stesso percorso.






