I nuovi processori AMD EPYC “Venice” basati su architettura Zen 6 sono apparsi nei primi benchmark, svelando una potenza senza precedenti per il 2027. I test confermano un salto generazionale nella densità: AMD è riuscita a stipare fino a 32 core per singolo chiplet (CCD), aprendo la strada a CPU flagship da ben 256 core. Testati su piattaforme di sviluppo globali, questi campioni ingegneristici mostrano un’efficienza estrema grazie ai core “Zen 6c” e al nuovo socket SP7, progettato per gestire una banda di memoria colossale. La sfida a Intel e Nvidia è lanciata: il futuro dei data center passerà per questi chip a 2 nanometri, capaci di polverizzare ogni record di calcolo parallelo.
I processori di prossima generazione per data center di AMD stanno prendendo forma. Alcuni campioni ingegneristici della famiglia EPYC basata su architettura Zen 6, nome in codice Venice, sono apparsi in rete attraverso una serie di test pubblicati su OpenBenchmark.org. Le configurazioni individuate mostrano chip con diverse quantità di core, testati su piattaforme di sviluppo identificate con i nomi in codice Congo, Kenya e Nigeria.
Si tratta di materiale non ufficiale, legato a fasi preliminari di sviluppo, ma che offre uno sguardo sulle direzioni tecniche che AMD sta esplorando per la sua offerta server del 2027.
Le configurazioni emerse dai test
I sei risultati individuati fanno riferimento ad almeno tre processori diversi, con conteggi di core variabili e testati sia in configurazione singola che doppia. Sulla piattaforma Congo sono stati individuati due chip: uno con 192 core, otto CCD e due IOD, l’altro con 64 core, due CCD e due IOD.
La piattaforma Kenya ha ospitato un campione da 128 core, quattro CCD e due IOD. Sulla piattaforma Nigeria, invece, sono stati testati sistemi a doppio processore con tre varianti: una da 64 core per socket, una da 128 e una da 192, mantenendo la stessa suddivisione in CCD e IOD osservata nelle altre configurazioni.
Più core per CCD rispetto a Zen 5
Il numero di CCD presenti nei campioni suggerisce un cambiamento significativo nella densità di core per ciascun chiplet. I modelli da 64 e 128 core monterebbero 32 core per CCD, mentre la variante da 192 core ne integrerebbe 24 per CCD. Questi valori confermano indiscrezioni precedenti secondo cui AMD avrebbe aumentato il numero di core disponibili su ogni CCD.
È probabile che si tratti di core Zen 6c, ovvero la variante ottimizzata per densità e efficienza energetica, tradizionalmente impiegata nelle soluzioni rivolte ai data center. Le informazioni ufficiali su Zen 6 non sono ancora state rilasciate, ma secondo quanto emerso finora i CCD standard potrebbero ospitare fino a 12 core Zen 6, mentre quelli con core Zen 6c arriverebbero appunto a 32.
Zen 6 e il lancio previsto per il 2027
L’architettura Zen 6 rappresenta il prossimo passo evolutivo di AMD nel segmento server e dovrebbe debuttare nel corso del 2027. Venice utilizzerà il socket SP7 e porterà con sé miglioramenti nella gestione della banda di memoria rispetto alla generazione Turin attualmente in commercio. Le configurazioni di punta potrebbero arrivare fino a 256 core.
Per quanto riguarda le piattaforme consumer, nome in codice Olympic Ridge, non sono ancora emerse tempistiche ufficiali. In passato AMD ha lanciato prima i processori destinati al mercato desktop e successivamente quelli per data center, ma questa volta l’azienda ha confermato solo la finestra di rilascio 2026 per Venice, lasciando aperta la possibilità che i chip EPYC possano arrivare per primi.




