- Un bug introdotto dall'aggiornamento Microsoft KB5094125 causa la visualizzazione di nomi tecnici illeggibili (es. $Rxxxxx.ext) quando si eliminano file dal Cestino su Windows 10, 11 e Windows Server.
- Il problema è puramente estetico: i file vengono ripristinati con i nomi corretti e non c'è rischio di perdita dati.
Un errore imprevisto ha trasformato l’esperienza quotidiana su Windows in un enigma digitale. Molti utenti di Windows 10, Windows 11 e varie versioni di Windows Server stanno riscontrando messaggi di conferma criptici durante la cancellazione definitiva dei file dal Cestino. Il problema non riguarda la perdita di dati, ma l’identità stessa degli oggetti che si tenta di eliminare.
Quando il sistema chiede la conferma per svuotare un elemento, invece del nome originale del file (come “Documento_Importante.pdf”), mostra una stringa alfanumerica senza senso, simile a $Rxxxxx.ext. Questo accade perché l’interfaccia di conferma legge il nome tecnico interno assegnato dal sistema operativo anziché quello scelto dall’utente.
Il problema con gli aggiornamenti di sicurezza
La causa del malfunzionamento è stata localizzata in un aggiornamento specifico. Secondo la dichiarazione ufficiale rilasciata da Microsoft sul portale Windows Release Health, l’anomalia si manifesta dopo l’installazione dell’aggiornamento di sicurezza KB5094125, distribuito il 9 giugno 2026.
Sebbene l’aspetto visivo sia confuso, è fondamentale rassicurare gli utenti: la funzionalità del Cestino rimane intatta. Se decidete di ripristinare un file invece di eliminarlo definitivamente, il sistema ripristina correttamente il nome originale e non quello criptico visualizzato durante il pop-up. Il rischio principale è quindi legato all’incertezza dell’utente, che potrebbe cancellare file importanti temendo di sbagliare a causa dei nomi illeggibili.
Versioni coinvolte dal bug del Cestino di Windows
Il problema ha una portata piuttosto ampia e colpisce diverse release del sistema operativo, dalle versioni consumer alle infrastrutture server più critiche. Di seguito l’elenco delle versioni che presentano l’errore:
Sistemi Desktop (Client):
- Windows 11 (versioni 26H1, 25H2, 24H2, 23H2)
- Windows 10 (versione 22H2)
- Versioni Enterprise LTSC (2021, 2019 e LTSB 2016)
Sistemi Server:
- Windows Server 2025, 2022, 2019, 2016, 2012 e 2012 R2.
Microsoft ha confermato di aver preso in carico la segnalazione e sta lavorando per sviluppare una patch correttiva che risolva il disallineamento tra i nomi file reali e quelli interni al database del Cestino. Per le aziende che gestiscono parchi macchine critici, è già disponibile una soluzione temporanea (workaround) contattando il supporto Microsoft for business.
Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di come anche un aggiornamento di sicurezza, fondamentale per la protezione dei sistemi, può introdurre regressioni nell’interfaccia utente se non perfettamente integrato con i metadati del file system. La risoluzione definitiva dipenderà dalla velocità con cui l’azienda rilascerà il prossimo pacchetto cumulativo correttivo.
Mentre Microsoft cerca di sistemare l’interfaccia del Cestino, il software si sta spostando verso una gestione ancora più autonoma dei file. Il futuro non appartiene solo a semplici icone, ma agli agenti AI capaci di gestire i flussi di lavoro in autonomia, un passaggio che rende la stabilità dei sistemi operativi tradizionali ancora più fondamentale per garantire una transizione fluida verso l’automazione totale.





