- Lucid nomina Silvio Napoli (ex CEO di Schindler) come nuovo amministratore delegato e annuncia 750 milioni di dollari in nuovi finanziamenti, di cui 550 milioni dall'Arabia Saudita e 200 da Uber.
- L'accordo con Uber viene ampliato significativamente: il numero di veicoli richiesti passa da 20.000 a 35.000 unità, inclusi SUV Gravity e futuri modelli di fascia media destinati ai robotaxi.
- Il settore EV statunitense attraversa un momento difficile con ridimensionamento normativo e pressione dalla concorrenza cinese, spingendo i produttori a puntare sui robotaxi come opportunità di crescita.
Il produttore californiano di veicoli elettrici premium Lucid ha annunciato una serie di cambiamenti importanti nella propria struttura aziendale e nelle partnership commerciali. L’azienda ha comunicato la nomina di un nuovo amministratore delegato e l’arrivo di 750 milioni di dollari in nuovi finanziamenti. Tra le novità più rilevanti figura anche l’espansione dell’accordo con Uber per la fornitura di veicoli destinati alla flotta di robotaxi.
Le decisioni arrivano in un momento delicato per il settore dei veicoli elettrici negli Stati Uniti, dove diverse case automobilistiche stanno rivedendo le proprie strategie a seguito di cambiamenti normativi e dell’aumento della concorrenza internazionale.
Silvio Napoli alla guida di Lucid
Il nuovo amministratore delegato di Lucid è Silvio Napoli, figura con esperienza nel settore industriale maturata come CEO di Schindler Group, azienda svizzera specializzata nella produzione di ascensori e scale mobili. Napoli ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato presso Schindler in due periodi separati a partire dal 2014, per un totale di circa sei anni.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la scelta è ricaduta su Napoli per la sua competenza operativa e per la capacità di gestione finanziaria. Il manager avrà il compito di guidare Lucid in una fase cruciale, che prevede l’aumento della produzione del SUV Gravity e della berlina Air, oltre allo sviluppo di una nuova gamma di modelli di fascia media più accessibili.
Nuovi investimenti da Arabia Saudita e Uber
Parte dei 750 milioni annunciati proviene da Ayar Third Investment Company, società affiliata al Fondo di Investimento Pubblico dell’Arabia Saudita. L’importo specifico versato da questo soggetto ammonta a 550 milioni di dollari. Si tratta di un ulteriore sostegno dopo i fondi già impegnati in passato: Ayar Third aveva già destinato oltre un miliardo di dollari a Lucid nel 2024.
Il resto del capitale, 200 milioni di dollari, arriva direttamente da Uber, che porta così il proprio investimento complessivo in Lucid a 500 milioni. L’azienda di ride-hailing aveva annunciato la partnership con Lucid la scorsa estate, con l’obiettivo di introdurre almeno 20.000 SUV Gravity dotati di tecnologia di guida autonoma sviluppata da Nuro entro i prossimi cinque anni.
La flotta robotaxi sale a 35.000 veicoli
L’accordo originale tra Uber e Lucid è stato ora ampliato in modo significativo. Il numero totale di veicoli che Uber prevede di acquistare da Lucid è passato da almeno 20.000 a almeno 35.000 unità. La flotta includerà non solo i SUV Gravity, ma anche i futuri modelli di fascia media che Lucid intende sviluppare.
L’espansione della partnership rappresenta una scommessa importante per entrambe le società. Per Lucid, si tratta di un canale di vendita rilevante in un contesto di mercato complesso. Per Uber, l’investimento si inserisce in una strategia più ampia volta a costruire una rete globale di robotaxi elettrici e autonomi.
Marc Winterhoff, CEO ad interim di Lucid, ha sottolineato come l’annuncio dimostri il rafforzamento della relazione con Uber e la collaborazione continuativa con il fondo sovrano saudita. Secondo Winterhoff, la piattaforma tecnologica di Lucid è adatta alle esigenze delle reti di mobilità di nuova generazione, grazie all’efficienza dei costi, alla semplicità produttiva e all’esperienza utente orientata alla tecnologia.
Il contesto difficile del mercato EV statunitense
Il settore dei veicoli elettrici negli Stati Uniti sta attraversando una fase di incertezza. Tra i fattori che hanno contribuito a complicare lo scenario figurano il ridimensionamento delle normative sulle emissioni e l’efficienza dei carburanti, oltre alla scadenza degli incentivi federali destinati all’acquisto di veicoli elettrici. A questi elementi si aggiunge la crescente pressione competitiva da parte dei produttori cinesi.
Diverse case automobilistiche stanno riconsiderando le proprie strategie nel paese. Lucid stessa ha annunciato a febbraio il licenziamento di oltre 300 dipendenti, una decisione che riflette le difficoltà del momento. In questo contesto, alcuni produttori stanno guardando al segmento dei robotaxi come a una possibile opportunità per sostenere la domanda di veicoli elettrici.
Uber non si sta limitando a collaborare con Lucid. A marzo, l’azienda ha comunicato una partnership anche con Rivian, che prevede la fornitura di 50.000 veicoli per i servizi di robotaxi entro il 2031. Più recentemente, Uber ha avviato test a Los Angeles in collaborazione con MOIA America, la divisione di mobilità autonoma di Volkswagen, utilizzando versioni elettriche e autonome del van ID. Buzz, riedizione moderna del celebre microbus degli anni Sessanta. Durante la fase di test, la flotta dovrebbe raggiungere oltre 100 veicoli.
I prossimi mesi saranno determinanti per valutare come evolverà la collaborazione tra Lucid e Uber e se il modello dei robotaxi potrà effettivamente rappresentare un canale di crescita sostenibile per i produttori di veicoli elettrici.




