Le RAM DDR5 per laptop: costano 6 volte di più rispetto a un anno fa prezzi SO-DIMM a 6 volte in 12 mesi, rincari PC

Moduli di memoria RAM DDR5 SO-DIMM su un banco di lavoro con laptop aperto sullo sfondo
  • I prezzi della RAM DDR5 sono cresciuti di 6 volte rispetto a un anno fa
  • Produttori di notebook come XMG hanno già annunciato rincari, che potrebbero durare bel oltre il 2027
  • L'utilizzo di moduli LPDDR contribuisce a rendere sempre più costoso l'upgrade del proprio laptop

Le RAM DDR5 SO-DIMM per laptop valgono ora 6 volte tanto rispetto a luglio 2025. Lo dice XMG, marchio tedesco di notebook gaming e workstation, che ha annunciato rincari fino a 342 dollari su alcuni modelli e avverte: la carenza di memoria durerà fino al 2027 e oltre.

XMG ha comunicato gli aumenti sul subreddit r/XMG_gg, spiegando di aver alzato i listini di 113 e 228 dollari sulla maggior parte dei portatili gaming, con un rincaro di 342 dollari (300 euro) su un singolo modello professionale. L’azienda ha precisato che i propri margini restano fissi: i rincari derivano solo dai costi a monte.

Secondo quanto riportato da Tom’s Hardware, le DDR5 SO-DIMM sono cresciute di 6 volte in 12 mesi, in linea con il +500% della RAM desktop nello stesso periodo, e XMG prevede DRAM e NAND in tensione fino al 2027. Tradotto: un upgrade di 16 GB che a luglio 2025 costava una cifra ragionevole oggi vale un’intera settimana di spesa al supermercato.

Perché i prezzi dei laptop aumentano nel 2026

La memoria non è l’unico fronte. XMG segnala che anche PCB, componenti elettronici, CPU, schede video e memoria video stanno subendo pressioni di costo analoghe. A questi si somma il peso logistico: il conflitto in Medio Oriente ha gonfiato i prezzi di petrolio e carburante, con ripercussioni sul trasporto aereo e sui premi assicurativi per il cargo marittimo che viaggia dall’Asia all’Europa attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez.

IDC prevede che le spedizioni globali di PC caleranno dell’11,3% nel 2026, con un quarto trimestre atteso a -20% su base annua, e una crescita dei prezzi medi (ASP) del 17% nell’anno. Il primo trimestre 2026 aveva mostrato un +3%, ma si trattava di acquisti anticipati: chi ha comprato prima lo ha fatto per anticipare i rincari, non per vera domanda.

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La strategia dei produttori è duplice. Da un lato chi taglia le capacità di memoria per contenere il prezzo finale, dall’altro chi mantiene le configurazioni pre-crisi e le vende a caro prezzo. Dell, HP, Asus e Acer hanno già avvisato i clienti di aumenti tra il 15% e il 20% sui sistemi nella seconda metà del 2026. È lo stesso meccanismo che abbiamo visto con l’impennata dei prezzi dei server AI di Nvidia: la domanda di memoria per i data center sottrae wafer al mercato consumer.

Prezzi RAM 2027: cosa ci aspetta?

Qui i due big del settore si scontrano. Micron, tramite il CEO Sanjay Mehrotra, sostiene che la scarsità di DRAM proseguirà ben oltre il 2027, perché la domanda di intelligenza artificiale assorbe capacità produttiva e i grandi clienti stanno bloccando l’approvvigionamento con contratti pluriennali. Quei contratti, però, potrebbero trasformarsi in scorte in eccesso difficili da smaltire, mantenendo i prezzi elevati anche dopo l’acuirsi dell’emergenza.

Se i prezzi delle materie prime rilevanti dovessero scendere di nuovo, rifletteremo questa situazione anche nei nostri prezzi al dettaglio, come abbiamo fatto in passato.

La posizione opposta è quella di Asus, tramite il CEO Jason Chen: i prezzi dei componenti dovrebbero iniziare a invertire nella seconda metà del 2027, e le previsioni catastrofistiche servircerebbero solo a mantenere alti i margini dei produttori di chip. Chen punta sull’aumento della produzione dei produttori cinesi di memoria e su un raffreddamento dei rincari perché i consumatori rifiutano di pagare di più. Acer, per parte sua, ha definito “impossibile” che la scarsità duri fino al 2030, pur ammettendo aumenti fino al 20% sui PC nel quarto trimestre.

Il precedente utile viene da Framework: ha ridotto i prezzi della memoria del Laptop 13 Pro dopo aver trovato un fornitore alternativo di LPCAMM2 più economici. Dimostra che dove esiste margine di sostituzione, il prezzo può scendere, ma richiede tempo e accordi di filiera. Sul lato smartphone lo stesso ciclo è già in atto, con la fascia bassa che scompare e i prezzi che salgono.

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La variabile decisiva resta il ritmo di costruzione dei data center AI. Se gli investitori inizieranno a valutare la reale capacità di rientro degli investimenti da centinaia di miliardi, la domanda di memoria server e HBM potrebbe rallentare, liberando capacità per la DRAM commodity e riportando i prezzi verso il basso. È il punto su cui IDC e Micron divergono, e che si chiarirà con le prossime trimestrali di Micron e SK Hynix, che pubblicheranno i dati di produzione e i contratti pluriennali nel corso del 2026.

Il precedente legale e il nodo della memoria saldata

La tensione sui prezzi non si esaurisce nell’analisi di mercato, ma si trascina dietro un precedente giudiziario ingombrante. Il 25 giugno 2026 è stata depositata presso la corte distrettuale del Distretto Settentrionale della California la class action Garciaguirre v. Samsung Electronics, che accusa Samsung, SK Hynix e Micron di aver coordinato la restrizione dell’offerta di DRAM, con rincari stimati intorno al 700% in quattro anni. Le tre aziende controllano circa il 90% della produzione mondiale di DRAM, un oligopolio che la legge antitrust fatica a scardinare quando le mosse appaiono parallele ma non concordate.

Il precedente del 2018, quando la stessa accusa di collusione fu respinta dalla Corte d’Appello del Nono Circuito nel 2022, insegna che nel diritto americano la condotta parallela è lecita se non si prova un accordo esplicito. La nuova causa punta su un elemento diverso: il sospetto che il massiccio spostamento verso la HBM per l’intelligenza artificiale sia stato usato come pretesto per tagliare la produzione di DDR3 e DDR4 commodity, affamando il mercato dei PC e degli smartphone.

Il contesto storico non aiuta a dissipare i dubbi. Tra il 1998 e il 2002 i principali produttori di DRAM furono condannati per cartello dei prezzi: Samsung pagò una multa di 300 milioni di dollari, Hynix 185 milioni, Infineon 160 milioni e Elpida 84 milioni, con oltre una dozzina di dirigenti finiti in carcere negli Stati Uniti. Micron si salvò dalla punizione penale solo perché fu il primo a confessare nel programma di clemenza aziendale del Dipartimento di Giustizia. Quel precedente rende ogni rincaro odierno più difficile da digerire per i consumatori e per i piccoli rivenditori, che nella causa attuale figurano tra i querelanti.

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Sul piano pratico, l’impatto economico sul ciclo di vita dei PC si aggrava per una scelta di design sempre più diffusa: la memoria saldata. Molti laptop consumer e ultrabook del 2026 non offrono slot SO-DIMM, ma integrano moduli LPDDR direttamente sulla scheda madre. In questi dispositivi la RAM scelta all’acquisto coincide con quella che si avrà per tutta la vita della macchina. Con i prezzi delle DDR5 SO-DIMM in aumento di 6 volte, l’upgrade a posteriori diventa economicamente proibitivo o fisicamente impossibile.

Il risultato è che un PC da 16 GB comprato nel 2025 può diventare obsoleto non per colpa del processore, ma perché la memoria non è espandibile e sostituirlo con un modello da 32 GB oggi costa una cifra molto più alta rispetto a un anno fa. È lo stesso meccanismo che sta spingendo i produttori a ridurre le configurazioni base o a mantenere prezzi elevati sulle versioni entry level, con le spedizioni globali di PC attese in calo dell’11,3% nel 2026.