Google ha raggiunto uno storico accordo con Epic Games che trasformerà radicalmente il Play Store, riducendo le commissioni fino al 10% per gli abbonamenti e aprendo la piattaforma a store alternativi certificati. Le nuove politiche, che includono la libertà di utilizzare sistemi di pagamento esterni, saranno introdotte gradualmente a livello globale, raggiungendo l’Europa e gli Stati Uniti entro il 30 giugno 2026.
Dopo anni di scontri legali iniziati nel 2020, Google ha presentato una proposta formale per riformare il funzionamento del Play Store, accogliendo le richieste di Epic Games. La disputa, nata a seguito del ban di Fortnite, si era conclusa nel 2023 con una sentenza che definiva il sistema di Google un monopolio illegale. Il nuovo assetto, descritto dal CEO di Epic Tim Sweeney come il passaggio di Android allo status di “piattaforma davvero aperta”, segna un cambiamento epocale nel modo in cui gli sviluppatori distribuiranno le app e raccoglieranno i pagamenti.
Taglio alle commissioni e nuovi modelli di business
Il cuore della riforma riguarda la struttura dei costi per gli sviluppatori. Google ridurrà la sua storica commissione del 30%, portandola al 20% per la maggior parte delle transazioni su Play Store. Le riduzioni più significative colpiranno i servizi in abbonamento, la cui quota scenderà dal 30% al 10%.
Gli sviluppatori avranno inoltre una flessibilità senza precedenti nella gestione dei pagamenti:
- Potranno utilizzare sistemi di fatturazione esterni o indirizzare gli utenti verso siti web per completare gli acquisti.
- Per chi sceglierà di restare nell’infrastruttura di Google pur utilizzando metodi di pagamento alternativi, è prevista una commissione ridotta del 5% (valida inizialmente in USA, UK e Area Economica Europea).
- Google introdurrà un programma di certificazione per gli store di terze parti, che permetterà loro di operare con avvisi di sicurezza ridotti e procedure di installazione semplificate.
Il rollout delle nuove politiche avverrà per fasi. La nuova struttura tariffaria del Google Play Store entrerà in vigore nell’Area Economica Europea, nel Regno Unito e negli Stati Uniti entro il 30 giugno 2026. Seguiranno l’Australia (settembre 2026), la Corea e il Giappone (dicembre 2026), per poi completare la transizione globale entro il 30 settembre 2027. Questo approccio graduale comporterà la coesistenza temporanea di diverse opzioni di acquisto a seconda dell’area geografica degli utenti.
Oltre il software: l’impegno per l’IA
Parallelamente alle novità sul fronte mobile, Google ha siglato insieme a Meta, Microsoft, OpenAI, Amazon, Oracle e xAI un protocollo d’intesa con l’amministrazione statunitense per la protezione dei consumatori energetici. Il “ratepayer protection pledge” risponde alle preoccupazioni sui rincari elettrici (cresciuti del 13% nel 2025) causati dall’enorme domanda energetica dei data center per l’IA generativa, che potrebbe triplicare entro il 2028.
Le aziende si sono impegnate a:
- Finanziare direttamente le infrastrutture necessarie per alimentare i propri centri dati senza gravare sulle bollette dei cittadini.
- Mettere a disposizione le proprie risorse di energia di riserva per supportare le reti locali durante emergenze o picchi di domanda (come ondate di calore o tempeste invernali).
- Investire nella formazione e nell’assunzione di personale locale, come dimostrato dal programma pilota di Meta per tecnici di fibra ottica lanciato in Ohio.
Resta da capire se l’apertura a store alternativi e il calo delle commissioni porteranno a una reale riduzione dei prezzi per gli utenti finali o se il vantaggio rimarrà esclusivamente nelle mani degli sviluppatori.





