Palantir analizza i dati fiscali di milioni di americani per l’IRS: contratto da 130 milioni e nessuna trasparenza

palantir
  • Palantir Technologies ha un contratto da 130 milioni di dollari con l'IRS dal 2018 per utilizzare la piattaforma Lead and Case Analytics nell'analisi di crimini finanziari e indagini su reati economici.
  • La tecnologia consente di individuare connessioni tra dati complessi, mappare reti di contatti e tracciare flussi finanziari in database estesi di agenzie federali.
  • Emergono dubbi sulla trasparenza e sul controllo privato su dati sensibili di cittadini, alimentati anche dal coinvolgimento di Palantir nell'iniziativa DOGE dell'amministrazione Trump.

La collaborazione tra aziende tecnologiche e agenzie governative statunitensi continua a essere al centro dell’attenzione, soprattutto quando si tratta di accesso a dati sensibili. Negli ultimi anni, Palantir Technologies ha stretto un rapporto particolarmente stretto con l’Internal Revenue Service, l’agenzia federale che si occupa della riscossione delle tasse negli Stati Uniti. Secondo quanto emerso da documenti pubblici ottenuti dal gruppo no profit American Oversight e riportati da The Intercept, questa partnership ha coinvolto investimenti significativi e strumenti di analisi avanzata.

Non si tratta di una collaborazione occasionale: Palantir avrebbe supportato l’ufficio delle indagini penali dell’IRS nell’analisi di crimini finanziari per gran parte dell’ultimo decennio. La tecnologia dell’azienda, nota per la sua capacità di gestire enormi quantità di informazioni e individuare connessioni tra dati complessi, sarebbe stata utilizzata per esaminare registri finanziari a fini investigativi. Un esempio di come l’intelligenza artificiale e l’analisi predittiva stiano entrando sempre più nelle operazioni delle agenzie federali.

Un contratto da 130 milioni di dollari

Dal 2018 a oggi, l’IRS avrebbe versato a Palantir circa 130 milioni di dollari per l’utilizzo della sua piattaforma di analisi dei dati. Si tratta di una cifra considerevole che testimonia quanto l’agenzia consideri strategico questo strumento per modernizzare le proprie attività investigative. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di automatizzare e rendere più efficienti i controlli fiscali, riducendo i tempi necessari per individuare irregolarità o schemi sospetti all’interno di database molto estesi.

Leggi anche:  Le VPN sono sotto sorveglianza da parte dell’intelligence USA

Sebbene fosse già noto che l’IRS utilizzasse prodotti firmati Palantir, l’entità economica del contratto e i dettagli operativi non erano stati resi pubblici fino a questo momento. I documenti ottenuti da American Oversight hanno permesso di ricostruire un quadro più chiaro della portata della collaborazione, sollevando anche interrogativi sulla trasparenza nell’uso di tecnologie private da parte di enti pubblici.

La piattaforma Lead and Case Analytics

Il software al centro di questa collaborazione si chiama Lead and Case Analytics, una piattaforma sviluppata da Palantir che consente di aggregare e analizzare informazioni provenienti da diverse agenzie federali. Secondo quanto descritto nei documenti, il sistema sarebbe in grado di individuare connessioni tra milioni di record e migliaia di collegamenti distribuiti su vari database.

Una delle caratteristiche più rilevanti dello strumento riguarda la capacità di mappare relazioni e comunicazioni umane, incrociando dati apparentemente scollegati per ricostruire reti di contatti e flussi finanziari. Questo tipo di analisi si rivela particolarmente utile nelle indagini su reati economici complessi, dove i movimenti di denaro possono coinvolgere più soggetti e passare attraverso canali difficili da tracciare con metodi tradizionali.

Come funziona concretamente l’analisi AI sui dati fiscali

Per capire cosa fa davvero la piattaforma di Palantir, è utile immaginare il problema che risolve. Un’indagine su frode fiscale può coinvolgere centinaia di aziende, migliaia di transazioni, decine di persone fisiche distribuite in più paesi. Un analista umano impiegherebbe mesi solo per mappare le connessioni. Il software di Palantir lo fa in ore, incrociando registri fiscali, dati bancari, registrazioni aziendali e comunicazioni pubbliche per costruire automaticamente una rete di relazioni sospette.
Questo tipo di analisi, chiamata link analysis o graph analytics, è la stessa tecnologia usata dalle agenzie di intelligence per mappare reti terroristiche. Applicata alla frode fiscale, permette di identificare schemi che sarebbero invisibili a un controllo tradizionale: società fantasma collegate da indirizzi condivisi, flussi di denaro che passano attraverso giurisdizioni multiple, coincidenze temporali tra aperture di conti e dichiarazioni dei redditi anomale.

Leggi anche:  Palantir pubblica manifesto da 22 punti

Il legame con DOGE e le richieste di trasparenza

La questione ha assunto ulteriore rilievo dopo che, nell’estate del 2024, era emerso il coinvolgimento di Palantir in un progetto legato a DOGE, l’iniziativa per l’efficienza governativa promossa dall’amministrazione Trump. In quel contesto, l’azienda avrebbe lavorato per facilitare l’accesso ai registri dell’IRS, alimentando preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati dei contribuenti e al ruolo delle aziende private nella gestione di informazioni sensibili.

Proprio questa settimana, American Oversight ha presentato una causa contro l’amministrazione Trump per ottenere ulteriori documenti pubblici sull’uso degli strumenti di Palantir da parte di numerose agenzie federali, inclusa l’IRS. L’organizzazione ha sottolineato l’importanza della trasparenza quando si tratta di contratti governativi che coinvolgono dati personali e finanziari di milioni di cittadini. TechCrunch ha contattato Palantir per ottenere chiarimenti, ma al momento l’azienda non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Il dibattito sulla privacy e i rischi del modello

La collaborazione tra Palantir e agenzie governative solleva una domanda che va oltre il caso specifico: fino a dove è accettabile che un’azienda privata abbia accesso ai dati fiscali di milioni di cittadini?
Il problema non è solo teorico. Nel 2024 è emerso che personale non autorizzato aveva avuto accesso temporaneo ai sistemi IRS attraverso l’interfaccia DOGE. Palantir non era direttamente implicata in quell’episodio, ma la vicenda ha mostrato come l’integrazione di piattaforme private nella gestione di dati sensibili crei superfici di vulnerabilità difficili da controllare.
In Europa, un contratto simile sarebbe impensabile senza una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati ai sensi del GDPR. Negli Stati Uniti, la supervisione è affidata principalmente al Congresso, con risultati che gli ultimi anni hanno dimostrato essere spesso insufficienti.
La domanda che American Oversight sta cercando di fare emergere attraverso la causa legale è semplice: i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono usati i loro dati fiscali, anche quando lo scopo dichiarato è combattere l’evasione.

Leggi anche:  GameStop vuole comprare eBay: offerta da 46 miliardi per il piano di Ryan Cohen

Fonte