Sony paga 7,8 milioni per il monopolio sul PlayStation Store

PlayStation Store
  • Sony ha ricevuto l'approvazione preliminare di un giudice federale per un accordo da 7,85 milioni di dollari che chiude una class action sulla PlayStation Store, con rimborsi per 4,4 milioni di account.
  • La causa riguarda l'eliminazione dei voucher specifici per giochi nel 2019, una mossa che secondo i querelanti ha limitato la concorrenza sui prezzi dei titoli digitali costringendo gli utenti a pagare di più.
  • Nel Regno Unito è in corso una causa simile con cifre significativamente maggiori: Sony rischia di dover pagare fino a 2,7 miliardi di dollari.

Sony ha ricevuto l’approvazione preliminare da un giudice federale di San Francisco per un accordo da 7,85 milioni di dollari che metterebbe fine a una class action avviata nel maggio 2021. Al centro della disputa c’è l’accusa di aver limitato artificialmente la concorrenza nel mercato dei giochi digitali sulla PlayStation Store. Oltre 4,4 milioni di account PlayStation Network potrebbero beneficiare del settlement, ricevendo un rimborso sotto forma di credito digitale.

Cosa contesta la class action a Sony

La causa legale ruota attorno a una decisione presa da Sony nell’aprile del 2019: l’eliminazione dei cosiddetti voucher specifici per giochi, buoni acquisto venduti da rivenditori terzi come Best Buy e GameStop che consentivano ai giocatori di acquistare titoli digitali a prezzi potenzialmente più bassi rispetto a quelli presenti sulla piattaforma ufficiale.

Secondo i querelanti, questa mossa avrebbe privato i consumatori di un’alternativa competitiva, costringendoli ad acquistare esclusivamente tramite la PlayStation Store e a pagare prezzi superiori rispetto a quelli che si sarebbero formati in un mercato più aperto. L’accusa nei confronti di Sony è quella di aver esercitato una posizione monopolistica sul proprio ecosistema digitale.

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Chi ha diritto al rimborso e come funziona

Per rientrare nella class action è necessario aver acquistato almeno un gioco digitale sulla PlayStation Store tra aprile 2019 e dicembre 2023. Lo studio legale che rappresenta gli utenti ha pubblicato l’elenco completo dei titoli ammissibili, tra cui figurano nomi noti come The Last of Us, NBA 2K18 e Need for Speed Rivals.

Gli account che soddisfano i criteri riceveranno il credito automaticamente, senza dover presentare una richiesta separata. Prima della distribuzione, il tribunale terrà una udienza finale il 15 ottobre, che stabilirà l’approvazione definitiva dell’accordo e le modalità di ripartizione dei fondi tra gli account idonei.

Il caso nel Regno Unito: proporzioni ben diverse

Parallelamente alla vicenda americana, Sony deve affrontare una causa simile avviata nel Regno Unito. Anche in questo caso si tratta di una class action, che accusa l’azienda di aver applicato prezzi eccessivi ai propri clienti britannici per giochi digitali e contenuti aggiuntivi acquistati tramite la PlayStation Store.

Le cifre in gioco sono però di tutt’altro ordine: mentre l’accordo statunitense si ferma a poco meno di 8 milioni di dollari, la causa britannica potrebbe portare a un esborso fino a 2,7 miliardi di dollari. Il procedimento nel Regno Unito è ancora aperto e non ha ancora raggiunto una fase di settlement.

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