Al Computek 2026 ASUS ha svelato la strategia "Ubiquitous AI" per unire le infrastrutture cloud alle esperienze fisiche.
Debutta ASUS Zenni Claw, una piattaforma per gestire agenti AI capace di instradare i flussi tra risorse locali e cloud.
Nuova spinta sui server rack con raffreddamento a liquido e sui Mini PC NUC progettati per l'automazione industriale.
ASUS ha presentato la sua strategia “Ubiquitous AI“, svelando un ecosistema progettato per collegare l’infrastruttura di calcolo aziendale direttamente con i dispositivi operativi sul campo tramite soluzioni come Zenni Claw, pensata per la gestione degli agenti AI. Il co-CEO S.Y. Hsu ha ribadito la volontà dell’azienda di rendere questa tecnologia pratica, sicura e accessibile in ogni settore, dalle fabbriche alle scrivanie.
La spina dorsale del progetto è l’ASUS AI POD, una piattaforma rack-scale basata su NVIDIA Vera Rubin NVL72, dotata di un sistema di raffreddamento totalmente a liquido e studiata per gestire modelli con trilioni di parametri. Ad affiancarla troviamo server mastodontici come l’XA NR1I-E12L, equipaggiato con processori Intel Xeon 6 e accelerazione NVIDIA HGX Rubin NVL8. Ma la vera dimostrazione di forza per le workstation aziendali è l’ExpertCenter Pro ET900N G3, un sistema desktop che integra il superchip NVIDIA GB300 Grace Blackwell Ultra Desktop affiancato da ben 748 GB di memoria coerente per l’addestramento locale di modelli linguistici di grandi dimensioni.
Cos’è ASUS Zenni Claw e come funziona la gestione dei dati
ASUS Zenni Claw è una piattaforma personale pensata per rendere l’AI agentica immediatamente utile e operativa. Il software comprende le intenzioni dell’utente e instrada dinamicamente i carichi di lavoro tra l’elaborazione locale e il cloud, ottimizzando prestazioni e costi. Il tutto è blindato da un’architettura controllata che garantisce l’isolamento dei dati e la sicurezza operativa.
Sul fronte della sostenibilità, ASUS ha introdotto la piattaforma AIXESG. Questo sistema trasforma la rendicontazione statica delle emissioni in un’analisi proattiva basata sull’intelligenza artificiale. Il software consolida i dati ambientali, monitora i fornitori in tempo reale e raccomanda azioni mirate per ottimizzare la catena di approvvigionamento.
Mini PC, NUC e l’impatto sull’edge computing
Portare l’elaborazione neurale direttamente sul campo è la sfida del momento. ASUS Ascent GX10 risponde a questa esigenza integrando il superchip NVIDIA GB10 Grace Blackwell con 128 GB di memoria unificata, offrendo prestazioni su scala petaFLOPS in un formato ultra-compatto.
La linea si espande ulteriormente con il primo mini PC AI del marchio equipaggiato con tecnologia Qualcomm: l’ASUS Ascent QN10. Sotto la scocca lavora il processore Snapdragon X2 Elite, che integra una NPU capace di erogare 80 TOPS. Per le postazioni d’ufficio e i flussi di lavoro più tradizionali, spicca invece l’ASUS NUC 16 Pro, alimentato da processori Intel Core Ultra x9, che gestisce fino a 180 TOPS favorendo un approccio “local first” per l’elaborazione dei dati sensibili.
Nel settore puramente industriale e dell’automazione, macchine fanless come l’ASUS PE3000N (basato su NVIDIA Jetson Thor) offrono fino a 2.070 TFLOPS in formato FP4 abbinati a 128 GB di memoria LPDDR5X. Questa potenza permette di elaborare analisi video avanzate e gestire macchinari autonomi direttamente sulle catene di montaggio. Anche il settore clinico riceve un aggiornamento con il compagno robotico Kairo e il sistema ecografico portatile wireless DuoScan, capace di resistere ad acqua e polvere (IP68) con tre ore di autonomia ininterrotta.





