Il Computex 2026 si è chiuso confermando quello che era ormai chiaro da mesi: la fiera taiwanese non è più una vetrina di laptop e schede madri, è il punto in cui si decide come sarà fatta l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale dei prossimi due anni. Dal keynote di Jensen Huang al rilancio di AMD sul mercato GPU, dal Diamond Rapids di Intel al colpo di teatro di Microsoft con Surface Laptop Ultra, gli annunci di Taipei hanno disegnato il calendario dei prodotti che vedremo dal secondo semestre del 2026 fino a tutto il 2027.
Indice
Il momento NVIDIA: Vera Rubin entra in produzione e tutto il resto
Il keynote di Jensen Huang al Taipei Music Center il primo giugno è stato il vero evento centrale del Computex. Tre annunci principali, ognuno con peso strategico diverso.
Il primo è la piattaforma Vera Rubin, l’infrastruttura per data center che succede alla Grace Blackwell e che NVIDIA descrive come la base degli “AI factory” di nuova generazione. Dieci volte la velocità di elaborazione degli agenti rispetto alla generazione precedente, 350 stabilimenti coinvolti in 30 paesi (150 solo a Taiwan), produzione di massa che parte in autunno. Per chi sviluppa AI a scala enterprise è la notizia più rilevante dell’anno. Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo dedicato a come Vera Rubin cambierà gli agenti AI.
Il secondo è RTX Spark, il superchip da scrivania che porta 128 GB di memoria unificata e 20 core ARM in un formato desktop. NVIDIA sta provando con Microsoft a costruire Surface Laptop Ultra, una macchina che faccia per gli agenti AI quello che il Mac M1 ha fatto per il calcolo creativo: un ecosistema integrato dove hardware, sistema operativo e modelli si parlano nativamente.
Il terzo è Isaac Gr00t, la piattaforma open source di NVIDIA per lo sviluppo di robot umanoidi, presentata nella sua versione di riferimento per la ricerca accademica. Il timing dell’annuncio non è casuale: nei prossimi cinque anni una parte significativa del fatturato NVIDIA si sposterà dai data center alla robotica fisica, e Gr00t è il framework con cui l’azienda si sta posizionando in anticipo.
A chiudere il cerchio NVIDIA per il consumatore c’è DLSS 4.5 Ray Reconstruction, l’aggiornamento gratuito che arriverà ad agosto su tutte le RTX e che migliora qualità e fluidità del ray tracing grazie all’architettura transformer di seconda generazione. Per i gamer è la notizia operativa più immediata del Computex. I dettagli sono nel pezzo dedicato a DLSS 4.5 e cosa cambia nei giochi.
AMD risponde sul lato GPU consumer e ritorna sulle CPU iconiche
Il problema di AMD nel mercato GPU del 2026 è strutturale: NVIDIA ha l’80% del mercato grazie al ciclo dell’AI, e battere Blackwell o Rubin in prestazioni pure è probabilmente impossibile. La risposta di AMD al Computex è stata intelligente: invece di sfidare frontalmente, presidiare la fascia media con prodotti dal rapporto prezzo/prestazioni difensivo.
La protagonista è la Radeon RX 9070 GRE, che debutta sul mercato globale con 12 GB di GDDR6 a un prezzo aggressivo. Non è una scheda da entusiasti, non vincerà nessun benchmark di punta, ma è esattamente il prodotto giusto per la fascia di mercato dove NVIDIA è strutturalmente più debole sui margini. Per il gamer medio è probabilmente l’opzione più interessante della seconda metà del 2026.
Sul versante CPU, AMD ha celebrato l’anniversario del suo prodotto più iconico degli ultimi cinque anni. Il Ryzen 7 5800X3D Anniversary, accompagnato dal nuovo Ryzen 7 7700X3D, segna il ritorno della linea con 3D V-Cache che aveva inaspettatamente conquistato i gamer nel 2022. È una mossa che funziona su due livelli: rinnova l’offerta CPU con prodotti pensati per il gaming puro, e protegge la community storica di AMD nel momento in cui Intel sta rilanciando la propria proposta.
Intel guarda al 2027 con Diamond Rapids e gioca la carta AI con Crescent Island
Per Intel il Computex 2026 è stato più una conferma di roadmap che un lancio prodotto. Xeon 7 Diamond Rapids, atteso per il 2027, è il processore con cui Intel cercherà di recuperare terreno nel mercato server dove NVIDIA e ARM hanno strappato quote importanti negli ultimi tre anni. Il processo produttivo a 18A, la nuova architettura performance core e la promessa di un balzo prestazionale netto rispetto alla generazione attuale sono i tre pilastri della proposta. Per capire quanto cambierà davvero nei data center, vi consigliamo di leggere l’analisi dedicata su come Diamond Rapids ridisegnerà i server enterprise.
Sulla GPU per AI, Intel ha mostrato Crescent Island, un acceleratore con la cifra che ha fatto rumore: 480 GB di memoria LPDDR5X. È la quantità di memoria che permette di tenere caricati interi modelli linguistici di grandi dimensioni senza ricorrere allo swap tra GPU. Non è una scheda da gaming, è uno strumento da inference enterprise che cerca di colpire NVIDIA esattamente dove H100 e Blackwell hanno il margine più alto.
ASUS presenta la sua strategia per l’AI diffusa
Con l’annuncio della strategia “Ubiquitous AI”, ASUS si candida a guidare la nuova era dell’intelligenza artificiale diffusa. L’azienda ha presentato un ecosistema completo capace di legare i server centrali ai dispositivi sul campo, sfruttando la piattaforma Zenni Claw per il controllo degli agenti AI. L’intento, come spiegato dal co-CEO S.Y. Hsu, è eliminare le barriere d’accesso all’IA, rendendola uno strumento quotidiano, sicuro e concreto per qualsiasi settore industriale o d’ufficio.
Per farlo, ASUS mette in campo i muscoli: si parte dall’AI POD, un supercomputer su scala rack con raffreddamento a liquido basato sul sistema NVIDIA Vera Rubin NVL72, pensato per i carichi di lavoro più estremi. Lato server spicca il colossale XA NR1I-E12L con CPU Intel Xeon 6 e acceleratori NVIDIA HGX Rubin NVL8. Infine, la vera sorpresa per i professionisti è la workstation ExpertCenter Pro ET900N G3: un PC desktop che racchiude la potenza del superchip NVIDIA GB300 Grace Blackwell Ultra e ben 748 GB di memoria coerente, permettendo di addestrare i modelli LLM direttamente sotto la propria scrivania.
Cosa portare a casa dal Computex 2026
Proviamo a tirare le somme con una lettura d’insieme di quello che è successo a Taipei.
Il primo tema è la centralizzazione del valore intorno a NVIDIA. Quattro dei dieci annunci principali del Computex erano firmati NVIDIA, e i due laptop di Microsoft che vinceranno la fascia premium nei prossimi mesi montano hardware NVIDIA. Tre anni fa una situazione del genere sarebbe stata impensabile. Oggi è la condizione strutturale del mercato, e i 5.470 miliardi di capitalizzazione di NVIDIA al primo giugno ne sono la conseguenza misurabile.
Il secondo tema è la risposta differenziata dei concorrenti. AMD non prova più a battere NVIDIA frontalmente: difende le fasce di mercato dove il vantaggio NVIDIA è meno netto e protegge la propria community storica con prodotti iconici aggiornati. Intel rinvia al 2027 il prodotto enterprise di punta e usa il Computex per ricordare al mercato di esistere con annunci di roadmap. Microsoft sceglie di costruire sopra NVIDIA invece di competere, e questo è probabilmente il segnale più interessante per chi guarda dove va la cima dell’industria.
Il terzo tema è il passaggio dalla retorica AI alla pratica AI. Per la prima volta in tre anni di Computex non abbiamo visto solo annunci di chip per AI, ma anche prodotti finiti che gli utenti finali possono comprare e usare. RTX Spark, Surface Laptop Ultra, Radeon RX 9070 GRE, persino Isaac Gr00t per i ricercatori. La fase delle promesse sta finendo, comincia la fase delle scelte concrete che ciascuno di noi farà nei prossimi mesi.





