NVIDIA Isaac Gr00t: come funziona la piattaforma open source per robot umanoidi

NVIDIA Isaac Gr00t unitree h2 plus
  • NVIDIA ha presentato Isaac Gr00t al Computex 2026: una piattaforma open source per robot umanoidi che combina il chassis Unitree H2 Plus, mani Sharpa Wave a 5 dita e il chip Jetson AGX Thor T5000 con GPU Blackwell.
  • Il sistema offre 31 gradi di libertà, autonomia di circa 3 ore e coppia al braccio fino a 120 Nm; supporterà anche il più economico Unitree G1.
  • Stanford Robotics Center, ETH Zurich, Ai2 e UC San Diego sono tra i primi istituti ad adottarla; nessun robot fisico era presente durante la presentazione.

NVIDIA Isaac Gr00t: cos’è e come funziona la piattaforma per robot umanoidi

Al Computex 2026, Jensen Huang ha dedicato una parte del suo keynote alla robotica umanoide, annunciando Isaac Gr00t, una piattaforma di riferimento open source pensata per ricercatori e sviluppatori che vogliono accelerare il lavoro su robot dalle sembianze umane. La piattaforma non è un singolo prodotto, ma un insieme coordinato di hardware, software e modelli fondazionali che NVIDIA mette a disposizione della comunità scientifica.

Il cuore fisico della piattaforma è il robot umanoide Unitree H2 Plus, uno chassis alto quasi 1,80 metri e del peso di circa 68 kg, con 31 gradi di libertà distribuiti lungo tutto il corpo. Il prezzo del modello H2 sul sito di Unitree è indicato in 29.900 dollari, anche se al momento sono disponibili solo render e non unità fisiche in commercio. La piattaforma supporterà anche il modello più economico Unitree G1, allargando la base di accesso per i laboratori con budget più contenuti.

Specifiche tecniche: mani, sensori e compute a bordo

Allo chassis Unitree si affiancano le mani Sharpa Wave, doppie, con cinque dita ciascuna e 22 gradi di libertà complessivi. Si tratta di mani tattili, capaci di percepire la pressione e gestire oggetti con una certa precisione. La sensoristica comprende una fotocamera stereo montata sulla testa, fotocamere ai polsi e un sistema di misurazione inerziale, mentre il controllo dell’intero corpo può esprimere una coppia al braccio fino a 120 Newton-metri.

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Il sistema di calcolo integrato è il Jetson AGX Thor T5000, basato su GPU NVIDIA Blackwell con 128 GB di memoria unificata e un range di consumo configurabile tra 40 e 130 watt. La batteria da 15 Ah garantisce poco meno di 1 kWh di capacità, sufficiente per circa tre ore di operatività continua.

  • Chassis: Unitree H2 Plus, circa 1,80 m, 68 kg, 31 DoF
  • Mani: Sharpa Wave, 5 dita, 22 DoF, presa tattile
  • Sensori: fotocamera stereo testa, fotocamere polso, IMU
  • Compute: Jetson AGX Thor T5000, GPU Blackwell, 128 GB RAM unificata
  • Batteria: 15 Ah, ~1 kWh, autonomia stimata 3 ore
  • Torque massimo braccio: 120 Nm

Software, modelli e istituzioni partner

Sul lato software, Isaac Gr00t si appoggia ai modelli aperti della famiglia Gr00t N1, di cui NVIDIA aveva anticipato l’esistenza già a marzo 2026. L’obiettivo dichiarato è costruire workflow standardizzati e riproducibili per lo sviluppo di comportamenti robotici, dalla raccolta dati alla simulazione, fino al deploy su hardware reale.

Diverse istituzioni di ricerca hanno già confermato l’adozione della piattaforma: Ai2, ETH Zurich, Stanford Robotics Center e UC San Diego faranno parte del primo gruppo di utenti. Steve Cousins, direttore esecutivo dello Stanford Robotics Center, ha sottolineato come le piattaforme aperte condivise siano il modo più efficace per far avanzare la ricerca nel settore. Vale la pena notare che, come spesso accade in questo tipo di presentazioni, durante il keynote non era presente nessun robot fisico funzionante.

Non è la prima volta che NVIDIA gioca un ruolo centrale nell’ecosistema AI per hardware fisico: la strategia di investimento di NVIDIA da 40 miliardi di dollari punta proprio a costruire un ecosistema che renda i propri chip indispensabili anche al di fuori del data center, dalla guida autonoma alla robotica incarnata.

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Isaac Gr00t rappresenta un tentativo preciso di spostare la robotica umanoide da un settore frammentato e proprietario verso un modello più simile a quello che Linux ha fatto per il software: una base comune su cui istituzioni diverse possono costruire, condividere e iterare.