Mythos 5 di Anthropic torna parzialmente disponibile: ma la battaglia legale continua

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  • Il governo USA ha riattivato l'accesso a Mythos 5 di Anthropic, ma solo per la protezione informatica di aziende e infrastrutture critiche selezionate.
  • Resta aperta la causa legale contro il ban federale di Trump, scattato dopo il rifiuto di Anthropic di concedere l'uso di Claude per armi autonome e sorveglianza di massa.
  • I modelli avanzati (Anthropic e OpenAI) sono ora trattati come armi o chip militari soggetti a controlli sull'esportazione; le regole USA definitive arriveranno ad agosto 2026.

Due settimane dopo il blocco totale, il governo americano ha aperto uno spiraglio. Il 27 giugno Anthropic ha ricevuto il via libera per rendere Mythos 5 accessibile a un gruppo selezionato di aziende e agenzie governative, in particolare quelle che operano nella difesa delle infrastrutture critiche. Non è un ritorno alla normalità. È un allentamento parziale che fotografa lo stato di una situazione ancora irrisolta.

Il 12 giugno il Dipartimento del Commercio americano aveva ordinato ad Anthropic di disattivare Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri, inclusi i dipendenti non americani dell’azienda. Il blocco era motivato da preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale: il governo temeva che le capacità avanzate di analisi del codice e identificazione di vulnerabilità di questi modelli potessero essere sfruttate per attacchi informatici se accessibili senza restrizioni.

Cosa è cambiato il 27 giugno

Il parziale ripristino del 27 giugno riguarda specificamente le organizzazioni che usano Mythos 5 per la difesa informatica, cioè per proteggere infrastrutture critiche da attacchi. È una distinzione che Anthropic aveva sostenuto fin dall’inizio: i modelli sono più utili per difendersi dagli attacchi che per condurli e restringerne l’accesso ai difensori equivale a indebolire chi deve proteggere le reti.

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Questo parziale allentamento arriva dal Dipartimento del Commercio, l’ente che gestisce i controlli sulle esportazioni, e rappresenta una sorta di disgelo nei rapporti commerciali tra Anthropic e il governo americano. Va però distinto da un’altra questione ancora aperta e ben più grave: la battaglia legale con il Dipartimento della Difesa.

La disputa con il Pentagono è un’altra storia

A febbraio 2026 il Dipartimento della Difesa aveva chiesto ad Anthropic di rendere Claude disponibile per qualsiasi uso legale, inclusi sistemi d’arma letali autonomi e sorveglianza di massa dei cittadini americani. Anthropic aveva rifiutato, tracciando due linee rosse invalicabili. Il 27 febbraio il presidente Trump aveva ordinato a tutte le agenzie federali di interrompere immediatamente l’uso della tecnologia Anthropic. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva designato Anthropic un rischio per la catena di approvvigionamento della difesa, costringendo i contractor a tagliare i rapporti con l’azienda.

Il 5 marzo Anthropic aveva ricevuto la lettera formale di designazione come rischio per la supply chain. Il 9 marzo aveva risposto con due cause federali in California e Washington DC, contestando la costituzionalità della ritorsione e l’eccesso di potere dell’esecutivo. Quella causa legale è ancora in corso ad oggi, 29 giugno 2026, e viaggia su un binario separato rispetto al parziale allentamento commerciale del Dipartimento del Commercio.

Il quadro regolatorio che si sta formando

I casi di Fable 5 e Mythos 5 di Anthropic, e ora di GPT-5.6 di OpenAI, stanno costruendo un precedente che non esisteva prima. Per la prima volta il governo americano tratta i modelli AI di frontiera come tecnologie dual-use soggette a controlli sulle esportazioni, allo stesso modo in cui da decenni tratta certi tipi di chip, software di crittografia e sistemi d’arma.

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Il Dipartimento del Commercio deve stabilire entro agosto 2026, per ordine esecutivo del 2 giugno firmato da Trump, un processo classificato per valutare le capacità dei modelli AI di frontiera. Quel processo determinerà le regole permanenti per i futuri lanci. GPT-5.6 è il primo modello a essere rilasciato sotto questo framework prima che il framework stesso esista formalmente, rendendo ogni decisione di questi mesi un caso di test.

Nel frattempo la comunità internazionale osserva con crescente disagio. Canada e Francia hanno criticato apertamente al G7 la dipendenza dall’infrastruttura AI controllata dagli USA, una preoccupazione che il blocco di Fable 5 ha reso molto concreta per le aziende europee che usavano quei modelli nelle loro pipeline produttive. La risposta europea, tra cui i modelli di Mistral, è ancora nella fase iniziale rispetto alla scala degli attori americani.

Il parziale ripristino di Mythos 5 è una notizia positiva per le organizzazioni che dipendono dal modello per la difesa informatica. Ma non chiude il dibattito su quanto potere il governo americano debba avere sui modelli AI più avanzati, né risolve la questione più profonda che Anthropic ha sollevato in tribunale: fino a dove può spingersi l’esecutivo nel condizionare le scelte di un’azienda privata su cosa il suo prodotto può o non può fare.