- La Cina ha recuperato per la prima volta il booster di un razzo orbitale su una nave in mare, diventando il secondo paese dopo SpaceX a riuscirci.
- CASC prevede di riutilizzare il booster entro fine anno: se ci riesce, i costi dei lanci cinesi crolleranno e Starlink troverà concorrenza reale in Africa, Medio Oriente e Sud-est asiatico.
- SpaceX sta preparando un nuovo tentativo con Starship: l'unico sistema che potrebbe mantenere il vantaggio americano fuori dalla portata cinese.
La China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) ha recuperato il booster di un razzo Long March dopo una missione orbitale, facendolo atterrare su una nave in mare aperto. È la seconda volta nella storia che un paese riesce in questa impresa, dopo SpaceX. Il test è avvenuto venerdì e l’arrivo di un razzo riutilizzabile cinese cambia in modo sostanziale il quadro della competizione spaziale globale.
Come funziona il recupero del razzo riutilizzabile cinese
Il metodo scelto da CASC è diverso da quello di SpaceX. Falcon 9 atterra su una piattaforma galleggiante dispiegando i propri supporti. Il booster cinese, invece, viene catturato da una rete tesa su un telaio installato a bordo della nave di recupero. Il risultato finale è lo stesso: riportare intatto il propulsore, riutilizzarlo e abbattere il costo per chilo di carico portato in orbita.
Dietro alla manovra c’è una catena tecnologica complessa: software di guida ad alta precisione, sensori in grado di calcolare la traiettoria durante la discesa attraverso l’atmosfera, e motori che devono riaccendersi in modo affidabile dopo il volo. CASC ha dichiarato che proverà a riutilizzare questo booster entro la fine dell’anno. La capacità di carico è paragonabile a quella di Falcon 9, il razzo che SpaceX usa per Starlink e per le missioni NASA e Space Force.
Cosa cambia davvero per SpaceX e per i mercati globali
La Cina non potrà competere direttamente con SpaceX per i clienti commerciali occidentali: le norme sulla sicurezza nazionale dividono il mercato dei lanci in due blocchi separati, uno che include USA ed Europa, l’altro Russia e Cina. Questo confine regge da anni e non sembra destinato a dissolversi a breve.
Il vero terreno di scontro è altrove. Un razzo riutilizzabile consente alla Cina di ridurre drasticamente i costi dei propri lanci e di offrire accesso allo spazio a paesi alleati a prezzi molto competitivi. Victoria Samson, direttrice per la Space Security and Stability alla Secure World Foundation, ha definito la dimostrazione un cambiamento radicale: quando la Cina sarà in grado di riutilizzare regolarmente i suoi booster, potrà usare i lanci come strumento di influenza geopolitica verso i paesi partner, offrendo tariffe che oggi solo SpaceX può praticare.
Le conseguenze più dirette riguardano tre aree geografiche: Africa, Medio Oriente e Sud-est asiatico. Sono i mercati dove Starlink sta espandendo la propria presenza, e dove una costellazione satellitare cinese a basso costo potrebbe erodere quel vantaggio. Per le forze armate americane, questo si traduce in un ridimensionamento del loro margine di superiorità nello spazio.
Il test cinese arriva pochi giorni dopo che un consorzio di giornalisti investigativi ha pubblicato documenti che mostrano come Cina e Russia stiano collaborando per individuare le vulnerabilità di Starlink, spinte dal ruolo che la rete ha avuto nel conflitto in Ucraina. Sul tema dell’economia e della corsa alla dominanza spaziale, vale anche il contesto più ampio: SpaceX è entrata nel Nasdaq 100 in tempi record, segnalando quanto il mercato valorizzi la sua posizione di vantaggio, posizione che questo test inizia ad erodere almeno in termini di esclusività tecnologica.
Blue Origin, Starship e gli altri pretendenti
SpaceX non è l’unica azienda americana ad aver percorso questa strada. Blue Origin ha recuperato un booster del suo New Glenn nel 2025 e lo ha riutilizzato all’inizio di quest’anno, ma a maggio uno dei suoi razzi è esploso in rampa di lancio, bloccando il programma. Rocket Lab sta sviluppando Neutron con un booster riutilizzabile, mentre Stoke Space lavora a un razzo completamente riutilizzabile che punta a volare in test entro la fine dell’anno.
Sul fronte SpaceX, l’unica risposta di scala è Starship: un sistema molto più grande del Falcon 9 e del Long March, capace di cambiare ancora una volta i termini della competizione. L’ultimo tentativo di lancio ha dato risultati contrastanti, ma un nuovo test è atteso questo mese e un accensione statica del booster è andata a buon fine nelle ultime ore. Se Starship raggiungesse piena operatività, il divario tra SpaceX e tutto il resto tornerebbe ad allargarsi in modo significativo. Il test della CASC dimostra però che l’intervallo prima che altri attori possano raggiungerla si è accorciato.





