- SpaceX è entrata nel Nasdaq 100 in soli 15 giorni di trading dopo la più grande IPO della storia, raccogliendo 75 miliardi di dollari e toccando una valutazione di 2.100 miliardi.
- Il titolo oscilla ora intorno ai 153$ dopo un picco di 225$, con gli analisti che avvertono del rischio bolla rispetto ai ricavi reali del 2025 (18,67 miliardi, quasi tutti derivanti da Starlink).
- L'ingresso nell'indice costringerà i fondi passivi ad acquistare azioni per oltre 4 miliardi di dollari entro il 7 luglio, consolidando l'azienda come un colosso infrastrutturale che unisce razzi, rete satellitare e l'AI di xAI.
15 giorni di trading. È il tempo che ha impiegato SpaceX a passare dalla sua IPO storica all’ingresso nel Nasdaq 100, l’indice che raccoglie le 100 più grandi aziende non finanziarie quotate sul Nasdaq. Nessuna società aveva mai fatto prima così in fretta. Il primato precedente richiedeva mesi, a volte anni.
Il Nasdaq aveva cambiato i criteri di ingresso a maggio, riducendo il periodo minimo di attesa a 15 giorni di trading per le aziende che al debutto si collocano tra le prime 40 per capitalizzazione. Molti nel settore avevano notato che la modifica sembrava costruita su misura per attrarre SpaceX, che stava valutando se quotarsi al Nasdaq o alla rivale NYSE. Elon Musk ha scelto il Nasdaq.
I numeri dell’IPO di SpaceX
SpaceX è sbarcata in borsa il 12 giugno 2026 con il prezzo di collocamento fissato a 135 dollari per azione. Ha raccolto circa 75 miliardi di dollari, stabilendo il record assoluto per la più grande IPO della storia. Al termine della prima giornata di scambi il titolo aveva chiuso a 161$, un rialzo del 19% che portava la valutazione implicita dell’azienda a circa 2.100 miliardi di dollari. Elon Musk diventava in quelle ore la prima persona al mondo con un patrimonio netto superiore a 1.000 miliardi di dollari.
Da allora il titolo ha attraversato una fase di volatilità significativa. Nelle prime settimane di quotazione SPCX ha toccato un massimo intraday superiore a 225 dollari, mentre alla data del 28 giugno le azioni si trovano intorno a 153$, sopra al prezzo di IPO ma lontano dai massimi. Allianz ha espresso preoccupazione pubblica su una possibile bolla, notando che la valutazione attuale supera le prospettive fondamentali a breve termine su una società che nel 2025 ha generato 18,67 miliardi di dollari di ricavi, quasi interamente attraverso Starlink.
Cosa cambia con l’ingresso nel Nasdaq 100
L’inclusione in un indice di riferimento ha effetti concreti e automatici. I fondi indicizzati che replicano il Nasdaq 100, tra cui il molto diffuso Invesco QQQ Trust, sono obbligati ad acquistare azioni SPCX prima dell’apertura dei mercati il 7 luglio. JP Morgan stima che l’ingresso nel Nasdaq 100 possa attrarre flussi passivi per circa 4,3 miliardi di dollari. A questi si aggiungono circa 3 miliardi dall’inclusione negli indici Russell, che avviene nella stessa settimana.
Chi detiene quote di fondi pensione, ETF o piani di investimento legati al Nasdaq 100 si troverà quindi con una quota indiretta di SpaceX nel proprio portafoglio senza averlo deciso attivamente. È una delle conseguenze più sottovalutate dell’ingresso nei grandi indici.
L’S&P 500, che è l’altro grande indice di riferimento americano, ha invece annunciato che non cambierà i propri requisiti per SpaceX. Il criterio standard prevede almeno 12 mesi di quotazione prima della valutazione per l’inclusione. SpaceX dovrà aspettare almeno fino a metà 2027.
Cosa è diventata SpaceX
La società che Elon Musk fondò nel 2002 in un magazzino di El Segundo con l’obiettivo di rendere i viaggi spaziali meno costosi è oggi un conglomerato che include razzi riutilizzabili, una rete di telecomunicazioni satellitari attiva in 164 paesi, data center a terra e in orbita e il laboratorio di AI xAI con i modelli Grok, acquisito da SpaceX a febbraio 2026.
Gwynne Shotwell, Presidente e COO di SpaceX, ha definito la società un operatore di infrastrutture. Non un’azienda spaziale, che costruisce i propri vettori, i propri siti di lancio, i propri data center in orbita. Il modello verticalmente integrato è lo stesso che ha reso SpaceX competitiva nel lancio: controllare ogni anello della catena di produzione riduce i costi e aumenta la velocità di innovazione.
Il confronto inevitabile è con Amazon Kuiper, il progetto satellitare di Bezos, e con le ambizioni globali di Google, Microsoft e altri nel mercato della connettività. SpaceX è l’unica che ha già una rete operativa con milioni di abbonati. L’IPO le ha dato il capitale per la prossima fase: oltre 100.000 satelliti in orbita e data center spaziali.
Musk ha detto il giorno della quotazione che l’obiettivo di SpaceX è togliere la finzione dalla fantascienza. Che ci riesca o meno, il mercato ha già deciso che vale 2.100 miliardi di dollari provarlo.






