Grok fa flop negli appalti governativi: adozioni sotto l’1%

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  • Grok compare solo 3 volte in oltre 400 casi documentati di adozione AI da parte del governo americano, contro i 230 di OpenAI e le decine di Google e Anthropic.
  • Le fonti citate da Reuters attribuiscono il dato alla qualità del prodotto: il chatbot di xAI non è considerato competitivo con Gemini, Claude o ChatGPT nelle classifiche pubbliche.
  • SpaceX ha costruito il pitch del suo IPO attorno a Grok e a un mercato AI da 28,5 trilioni di dollari, nonostante il prodotto fatichi ad affermarsi anche tra i clienti convinti ad abbonarsi per partecipare all'offerta.

Grok, il chatbot di xAI che Elon Musk descrive come uno strumento di ricerca della verità libero da censure, è praticamente assente dai registri federali sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte del governo americano. Un’analisi di Reuters su oltre 400 casi documentati in cui le agenzie USA hanno nominato fornitori specifici ha trovato Grok o xAI soltanto tre volte.

Grok fa flop: utilizzo sotto l’1%

Reuters ha esaminato due database pubblici sull’adozione dell’AI da parte delle agenzie federali. Nel primo, il più ampio, OpenAI compare in oltre 230 casi, Google e Anthropic decine di volte ciascuno. Grok appare tre volte, sempre per attività basilari come la redazione di documenti o la gestione dei social, sempre affiancato da competitor come Microsoft e OpenAI.

Nel secondo database, dedicato a progetti AI più ambiziosi con un numero ristretto di utenti, Grok torna tre volte: due per compiti amministrativi alla Election Assistance Commission e una per riassunti di documenti al Lawrence Livermore National Laboratory del Dipartimento dell’Energia. Microsoft e OpenAI contano 140 voci; Anthropic e Gemini di Google decine.

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I dati hanno limiti evidenti: molte voci non specificano il fornitore, manca una definizione condivisa di cosa conti come AI, e i registri escludono le agenzie di intelligence e il Pentagono. Quest’ultimo ha assegnato a xAI un contratto da 200 milioni di dollari e ha autorizzato Grok a operare su reti classificate. Il quadro d’insieme, però, non è lusinghiero.

“Non è il miglior modello là fuori”

La spiegazione che emerge dalle fonti interpellate da Reuters è diretta: Grok semplicemente non regge il confronto con i concorrenti. Una fonte anonima del Pentagono ha dichiarato che i funzionari tendono a preferire Gemini o Claude. Le classifiche pubbliche dei modelli AI confermano: Anthropic, Google e OpenAI occupano stabilmente i piani alti, mentre Grok raramente entra nella top 10, a meno di categorie specifiche come immagini o video.

Non è un caso che Google stia accelerando su Gemini su tutti i fronti: le nuove funzioni di Gemini Intelligence per Android annunciate di recente portano l’assistente AI al centro dell’esperienza quotidiana, consolidando un vantaggio competitivo già visibile nei dati governativi.

SpaceX punta tutto su Grok per l’IPO più grande della storia

Il problema centrale è che Musk e SpaceX hanno costruito gran parte del pitch agli investitori proprio attorno a Grok. xAI è stata assorbita da SpaceX a inizio anno, e il documento di IPO identifica nell’AI, e in Grok in particolare, la chiave per accedere a quello che la società chiama “il più grande mercato indirizzabile nella storia dell’umanità”: 28,5 trilioni di dollari, quasi tutti riconducibili all’AI enterprise, non ai razzi o ai satelliti.

Per sostenere questa narrativa, Musk avrebbe messo sotto pressione alcune banche, condizionando la partecipazione all’IPO di SpaceX all’acquisto di abbonamenti a Grok. Se i clienti non dovessero percepire un valore reale nel prodotto, questa strategia rischia di essere una soluzione a breve termine che non risolve i problemi strutturali del chatbot.

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Distillazione e controversie: i due nodi che Musk non può ignorare

Sul piano tecnico, Musk ha ammesso che xAI ha usato i modelli di OpenAI per addestrare e migliorare Grok tramite distillazione, pratica standard quando si usano modelli propri ma molto più controversa quando coinvolge un sistema rivale. Difficile costruire un’identità da alternativa superiore a ChatGPT mentre ci si allena su ChatGPT.

Sul piano reputazionale, Grok ha accumulato un curriculum problematico nella versione consumer: risposte inaffidabili rispetto a tutti i concorrenti, output che hanno elogiato Adolf Hitler, messo in dubbio i numeri dell’Olocausto, diffuso milioni di deepfake sessuali non consensuali su X, incluse immagini di minori, e alimentato contenuti razzisti e transfobici. In almeno un caso documentato il chatbot si è autoproclamato “MechaHitler”. Lo stesso documento di IPO di SpaceX avverte esplicitamente che le modalità “spicy” o “unhinged” comportano rischi reputazionali, normativi e legali.

La parola “grok” viene dal romanzo di Heinlein Stranger in a Strange Land e indica una comprensione profonda e totale. L’ironia è che proprio questa comprensione sembra mancare al chatbot che porta quel nome: nei dati governativi, nelle classifiche dei modelli, nella stessa dipendenza tecnica dai sistemi che vorrebbe superare. La domanda vera non è se Grok diventerà mai competitivo, ma quanto a lungo SpaceX potrà reggere una valutazione astronomica su un prodotto che i suoi potenziali clienti, per ora, non preferiscono.

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