- Google lancia Lyria 3.5, il nuovo modello AI per la musica generativa disponibile in Flow Music
- Migliorano musicalità, testi e qualità vocale, con controllo su tempo, vocals, drums e bass
- La durata dei brani generati passa da 30 secondi a tre minuti
Google ha presentato Lyria 3.5, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale dedicato alla generazione musicale, disponibile da subito all’interno di Flow Music. Si tratta dell’evoluzione diretta di Lyria 3, lanciato pochi mesi fa, e punta a migliorare musicalità, testi e qualità vocale dei brani prodotti dall’AI. Nel comunicato ufficiale, l’azienda descrive l’aggiornamento come un passo avanti nella capacità del sistema di generare canzoni che suonano più naturali e coerenti con le richieste dell’utente.
Cos’è Lyria 3.5: musicalità naturale e aderenza al prompt
Google spiega che il lavoro su Lyria 3.5 si è concentrato su tre aree principali: la musicalità dei brani, l’aderenza al prompt e la qualità delle voci generate. Sul primo fronte, il modello dovrebbe produrre suoni più complessi e articolati, restituendo un risultato meno artificiale rispetto alla versione precedente. La maggiore aderenza al prompt serve invece a ridurre il rischio che l’AI generi testi scollegati dalla richiesta iniziale, un problema piuttosto comune nei modelli di generazione musicale.
Anche le voci sintetizzate ricevono un aggiornamento, con Google che parla di maggiore espressività e una pronuncia più curata rispetto al passato. Chi utilizza Flow Music può continuare a descrivere l’atmosfera del brano desiderato con frasi semplici e colloquiali, come indicazioni di genere o umore, senza dover conoscere alcuna terminologia tecnica musicale.
Il sistema di controllo creativo
Uno degli aspetti più rilevanti dell’aggiornamento riguarda gli strumenti messi a disposizione di chi genera i brani. Con Lyria 3.5, Google introduce opzioni più precise per intervenire su singoli parametri della traccia:
- Tempo del brano, regolabile con maggiore precisione
- Durata della traccia, ora compresa tra 30 secondi e tre minuti
- Vocals, con possibilità di modificarne intensità ed espressione
- Drums e bass, gestibili separatamente dal resto del mix
Questo livello di controllo avvicina Lyria 3.5 a uno strumento di produzione musicale vero e proprio, più che a un semplice generatore automatico. Gli utenti possono intervenire su singoli elementi del brano senza dover riscrivere l’intero prompt, un’opzione che rende il flusso di lavoro più simile a quello di un editor audio tradizionale.
Da Lyria 3 a Google Vids: la strategia globale di Mountain View
Lyria 3 aveva debuttato a febbraio con la possibilità di generare brani fino a 30 secondi partendo da testo o immagini, introducendo già gestione dei testi e controllo dello stile. Poco dopo il lancio, Google aveva portato il modello anche su Dream Track per YouTube Shorts, ampliando la platea di chi poteva sperimentare con la generazione musicale AI direttamente dallo smartphone. Un percorso che l’azienda aveva già intrapreso quando aveva aggiornato Google Vids con Lyria 3 e Veo 3.1, integrando colonne sonore automatiche nella produzione video
Questo ritmo di rilasci rientra in una strategia più ampia con cui Google sta moltiplicando gli annunci legati all’intelligenza artificiale generativa, dai modelli linguistici alle funzioni multimediali per i propri prodotti. La diffusione di strumenti come Lyria mostra come la generazione musicale AI si stia progressivamente spostando dai laboratori sperimentali a prodotti pensati per un pubblico ampio, spesso senza competenze musicali pregresse.
A differenza delle startup indipendenti, Google adotta storicamente un approccio più istituzionale, basato su partnership dirette con le etichette musicali e un rigoroso filtraggio dei dati in ingresso. Il sistema di tutela integrato nell’ecosistema YouTube e in Flow Music garantisce a Mountain View uno “scudo legale” che permette a Lyria 3.5 di operare in una zona sicura, rassicurando i creatori di contenuti, i quali non rischiano demonetizzazioni per aver usato tracce AI.
La sfida, ora, è capire se questa combinazione di alta qualità audio e controlli di mixaggio granulari sarà sufficiente a far spiccare Flow Music in un mercato già affollato da competitor agguerriti. Quello che è certo è che il confine tra chi “scrive” un prompt e chi “produce” un brano si sta assottigliando sempre di più.






