- SpaceX punta a entrare nella telefonia mobile USA sfidando AT&T, T-Mobile e Verizon
- L'azienda ha comprato da EchoStar 65 MHz di spettro per 19,6 miliardi di dollari, utile per costruire una rete terrestre affiancata a Starlink
- Gli analisti restano prudenti sui tempi reali di ingresso nel mercato
SpaceX ha annunciato l’intenzione di entrare nel mercato della telefonia mobile statunitense, mettendosi in diretta concorrenza con colossi come AT&T, T-Mobile e Verizon. Come riportato da Reuters, l’annuncio è arrivato martedì durante una call con gli investitori, nella quale l’azienda di Elon Musk ha delineato l’obiettivo di costruire una vera e propria rete mobile terrestre, integrata con l’infrastruttura satellitare già esistente. Si tratta di un passo che porterebbe SpaceX ben oltre il perimetro dei lanci spaziali e delle connessioni internet via satellite.
Il progetto si basa su un investimento già concretizzato: l’acquisizione da EchoStar di licenze per 65 MHz di spettro wireless, pagate 19,6 miliardi di dollari. A differenza di altre frequenze già in mano a SpaceX, questo spettro include componenti terrestri, elemento che apre la strada a un servizio mobile paragonabile a quello offerto dagli operatori tradizionali, non solo a una copertura dati via satellite.
Lo spettro EchoStar e il ruolo di Starlink
L’idea alla base dell’operazione sembra essere quella di affiancare la costellazione Starlink a un’infrastruttura di terra costruita ex novo. Una combinazione che, sulla carta, permetterebbe di offrire una copertura capillare anche nelle zone rurali o difficili da raggiungere con le tradizionali torri cellulari, un problema che gli operatori storici non hanno mai risolto del tutto.
Non è la prima volta che un’azienda tecnologica prova a irrompere in un settore adiacente a colpi di investimenti miliardari, come nel caso dell’offerta da 46 miliardi con cui GameStop ha provato (invano) ad acquisire eBay per ampliare il proprio raggio d’azione oltre il retail tradizionale. La logica di diversificazione aggressiva accomuna i due casi, pur trattandosi di settori molto diversi.
La reazione degli operatori telefonici USA
La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati. Le azioni di Verizon, AT&T e T-Mobile hanno perso tra il 2,2% e il 4% subito dopo l’annuncio, segno che gli investitori considerano la minaccia tutt’altro che teorica. Diversi analisti però invitano alla cautela, ricordando alcuni ostacoli strutturali che SpaceX dovrà affrontare:
- Gli operatori telefonici USA hanno costruito la propria rete in circa trent’anni di investimenti continui
- Replicare un’infrastruttura terrestre comparabile richiederebbe tempi lunghi e capitali ingenti
- Il mercato della telefonia mobile è saturo e fortemente regolamentato, oltre a presentare una elevata competizione.
Secondo questi osservatori, per conquistare una quota di mercato significativa servirebbero anni, se non addirittura decenni, salvo che SpaceX non decida di percorrere una strada alternativa più rapida.
L’ipotesi di un accordo MVNO
Una delle opzioni più concrete sul tavolo riguarda la possibilità che SpaceX stringa un accordo MVNO con uno degli operatori già esistenti, diventando di fatto un operatore virtuale che si appoggia su una rete fisica altrui. Questa strada permetterebbe di lanciare il servizio molto più velocemente rispetto alla costruzione di un’infrastruttura completamente autonoma.
I dirigenti dell’azienda non hanno però confermato questa ipotesi né fornito dettagli operativi. Durante la call con gli investitori si sono limitati a parlare genericamente di idee nuove per affrontare il mercato, lasciando aperte diverse interpretazioni sul reale piano industriale. Un approccio simile a quello adottato da altre aziende tech che hanno provato a costruire hardware proprietario per allargare il proprio ecosistema, come nel caso del progetto di smartphone con chip AI proprietari che OpenAI starebbe sviluppando insieme a MediaTek e Qualcomm.
Al momento resta da capire quale delle due strade SpaceX intenda percorrere davvero, se la costruzione autonoma di una rete terrestre integrata con Starlink oppure un accordo più rapido con un operatore già presente sul mercato. Le prossime comunicazioni ufficiali dell’azienda, insieme all’evoluzione delle trattative sullo spettro EchoStar, chiariranno la direzione intrapresa e l’eventuale impatto reale sulla concorrenza tra operatori telefonici USA, senza ovviamente escludere mire espansionistiche anche in Europa una volta consolidata la posizione di SpaceX nel mercato domestico.






