- Volkswagen lavorerebbe a una nuova auto elettrica economica ispirata al modello di Slate, la startup di pickup essenziali sostenuta da Jeff Bezos
- L'obiettivo sarebbe ridurre peso e componenti per aumentare l'autonomia senza batterie più grandi
- Il progetto non è ancora confermato ufficialmente e i dettagli tecnici restano da chiarire
Volkswagen starebbe lavorando a una nuova auto elettrica economica pensata soprattutto per consumare pochissimo, e secondo quanto riportato da TechCrunch il progetto prenderebbe ispirazione da un’idea già sperimentata da Slate, la startup americana di pickup elettrici essenziali sostenuta da Jeff Bezos. L’obiettivo dichiarato sarebbe ottenere un’autonomia elevata senza montare batterie enormi, puntando invece su un design semplificato e più leggero. Un approccio che, se confermato, segnerebbe un cambio di strategia significativo per il gruppo tedesco nel segmento delle elettriche accessibili.

Cos’è Slate e la ricetta della semplicità
Slate è un marchio nato negli Stati Uniti con un’idea chiara: costruire un pickup elettrico riducendo al minimo tutto ciò che non è indispensabile. I veicoli escono dalla fabbrica in una tonalità grigio primer e possono essere personalizzati in seguito con pellicole e accessori acquistati separatamente. Anche l’abitacolo segue la stessa logica, con finiture semplici e meno equipaggiamenti rispetto a un pickup tradizionale.
- Niente vernice di serie, il pickup esce grigio primer e si personalizza dopo
- Interni essenziali, plancia semplificata e pochi equipaggiamenti a richiesta
- Peso ridotto rispetto ai pickup elettrici tradizionali, a beneficio dell’autonomia
- Prezzo di partenza pensato per essere nettamente più basso della media del segmento

Questa filosofia ha permesso a Slate di contenere i costi di produzione mantenendo comunque un’autonomia rispettabile, grazie a un peso complessivo ridotto. Tra i finanziatori dell’azienda figura anche Jeff Bezos, che ha creduto nel progetto fin dalle sue prime fasi.
L’auto elettrica di Volkswagen punta sull’efficienza
Per Volkswagen il ragionamento sarebbe simile. Invece di rincorrere batterie sempre più grandi, spesso il modo più diretto per far lievitare i costi finali di un’elettrica, l’azienda lavorerebbe a un veicolo con meno componenti superflui e una struttura pensata per pesare meno. Meno peso significa meno energia necessaria per muoversi, e quindi più chilometri percorribili con la stessa quantità di batteria.
- Meno componenti superflui nella scocca e negli allestimenti
- Materiali e strutture pensati per ridurre il peso complessivo
- Batterie di dimensioni più contenute rispetto agli standard attuali
- Attenzione ai consumi reali più che alla capacità dichiarata della batteria
Non è ancora chiaro quale modello della gamma Volkswagen adotterà per primo questa filosofia, né in quali mercati arriverà. Quello che emerge dalle indiscrezioni è però la volontà di rendere l’elettrico più accessibile senza sacrificare troppo l’autonomia reale, un problema che ha frenato finora l’adozione di massa dei veicoli a batteria.
Perché il mercato delle elettriche economiche cambia strategia
L’idea di puntare sulla semplicità per abbattere i costi non è isolata. Un approccio diverso lo sta seguendo Volvo, che invece punta soprattutto sul software per allungare l’autonomia delle sue elettriche. Non tutti i costruttori seguono la stessa strada: c’è chi, come Honda, ha scelto di rallentare bruscamente sui piani elettrici invece di cercare nuove soluzioni tecniche.

Il fatto che un gruppo delle dimensioni di Volkswagen guardi al modello Slate racconta comunque qualcosa di più ampio. La corsa alle batterie sempre più capienti sta mostrando i suoi limiti economici, e la riduzione del peso e della complessità meccanica potrebbe diventare una leva altrettanto importante per rendere l’elettrico davvero popolare.
Volkswagen non ha ancora confermato ufficialmente tempistiche o dettagli tecnici del progetto, e resta da vedere quanto della filosofia Slate sopravviverà al passaggio dalla scala di una startup a quella di un gruppo automobilistico globale. Se l’esperimento dovesse funzionare, potrebbe comunque influenzare il modo in cui anche altri costruttori pensano le prossime generazioni di elettriche economiche.






