- Il 5 ottobre 2026 OpenAI annuncia un formato di annunci visual che appare accanto alle immagini generate dentro ChatGPT, in test negli Stati Uniti
- Il traguardo da 1 miliardo di dollari di fatturato pubblicitario annualizzato annunciato il 31 agosto 2026 è una corsa al 2,5 miliardi che gli analisti considerano irraggiungibile
- Lo studio SE Ranking su 50.006 prompt commerciali rileva che il 14,35% degli annunci collocati non aveva alcun legame con la conversazione
La pubblicità ChatGPT cambia corpo. Il 5 ottobre 2026 OpenAI ha annunciato un nuovo formato di annunci visivi in ChatGPT che compare accanto alle immagini generate all’interno del chatbot, con un test negli Stati Uniti già avviato e un rollout dichiarato per la fine del mese.
Perché OpenAI aggiunge pubblicità quando il traguardo non basta
Il paradosso sta nel tempismo. Il 31 agosto 2026 l’azienda ha celebrato il traguardo da 1 miliardo di dollari di fatturato pubblicitario annualizzato, cinque mesi dopo il debutto dei primi banner nelle risposte di ChatGPT. Eppure poche settimane dopo serve un formato in più, perché quel numero non convince chi compra gli spazi.
A tal proposito, eMarketer ha definito la soglia insufficiente rispetto ai 2,5 miliardi di ricavi pubblicitari previsti per il 2026. Un run rate da 1 miliardo registrato ad agosto implica una media mensile di circa 83 milioni di dollari, contro i circa 210 necessari per centrare l’obiettivo annuale.
Perché gli annunci visivi in ChatGPT cambiano tutto
Fino a oggi l’inventario era composto da schede sponsorizzate testuali collocate sotto la risposta. Il nuovo formato invece vende immagini accanto alle immagini: quando chiedi a ChatGPT di generare un’immagine, lo spazio pubblicitario ti mostra prodotti coerenti con quella scena. L’esempio distribuito da OpenAI mostrava un carosello di alimentari.
Gli annunci restano etichettati come sponsorizzati e, promette l’azienda, non influenzano le risposte fornite dal chatbot. Chi paga abbonamenti Plus, Pro o Enterprise resta fuori dalla rotazione pubblicitaria. È un confine che separa due utenti dello stesso prodotto: quello che vede il marketing e quello che ne è protetto dal prezzo dell’abbonamento, ma che potrebbe trasformarsi in un cliente.
L’infrastruttura di misura si amplia insieme al prodotto. OpenAI elenca AppsFlyer, Triple Whale, Adjust, DV Rockerbox, Northbeam, Branch, Singular, Kochava, Airbridge e Tenjin per l’attribuzione dei click, più Fospha, Measured e INCRMNTAL come partner di misurazione full-funnel. I piloti di brand suitability passano da DoubleVerify e Integral Ad Science, due nomi che esistono da vent’anni nel programmatic.
Quanto è pertinente la pubblicità dentro ChatGPT?
Il 23 luglio 2026 SE Ranking ha analizzato 50.006 prompt commerciali distribuiti su 20 categorie negli Stati Uniti. Gli annunci comparivano sul 25,94% delle query testate, ma il 14,35% degli annunci mostrati non aveva alcun legame semantico con la conversazione che li ospitava. Nei settori Relazioni e News & Politics l’incoerenza superava il 50%: una domanda su abbonamenti a quotidiani ha generato un annuncio di un fornitore elettrico.
Sul lato opposto c’è chi festeggia. Criteo, uno dei primi partner tecnologici di OpenAI, comunicava a maggio oltre 1.000 marchi attivi sulla piattaforma e tassi di conversione in categoria retail vicini al doppio di quelli della ricerca tradizionale, una revisione al rialzo dell’1,5x dichiarato a marzo. Vero anche che il dato va preso per quello che è: un report pubblicato da chi vende quell’inventario, non un’audit indipendentemente verificato.
La svalutazione del traffico editoriale
Chi subisce questo passaggio non sono gli inserzionisti, che comprano un’opzione in più, ma chi pubblica contenuti. I dati di Chartbeat fotografano un biennio brutale: -60% di referral dai motori di ricerca per i piccoli editori, -47% per i mid-size, -22% per i grandi. Le piattaforme AI hanno aumentato le referrals del 200%, restando però sotto l’1% del totale dei click diretti ai siti. L’IAB ha contato 294,6 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria digitale, e una fetta crescente si sta spostando dalle pagine ai livelli di risposta.
Verso il 2027
L’ultima variabile è politica. Il 30 settembre 2026 la Federal Trade Commission ha aperto un’indagine trasversale sulle società di intelligenza artificiale, mentre una coalizione di procuratori statali ha inviato lettere di diffida chiedendo conservazione dei record su pubblicità, uso dei dati e trattamento delle utenze vulnerabili.
È lo stesso clima che ha prodotto l’accordo da 3,2 milioni di dollari con supervisione triennale e che accompagna un’azienda già abituata a comprare competenze invece che costruirle, come mostra l’acquisizione di Hiro Finance. Finché i ricavi pubblicitari resteranno una frazione del fatturato, l’etichetta sponsorizzata sarà tollerata. Diventa un problema nel momento in cui determina quale risposta appare sullo schermo.






