- eBay ha respinto l'offerta da 55,5 miliardi di GameStop, definendola "né credibile né attraente" dopo una revisione approfondita del board.
- Il piano di Ryan Cohen per comprare eBay presenta un buco finanziario stimato intorno ai 16 miliardi di dollari, con fonti di copertura mai dichiarate pubblicamente.
- Cohen aveva annunciato che in caso di rifiuto avrebbe fatto appello direttamente agli azionisti di eBay, tenendo aperta la partita.
eBay ha respinto formalmente l’offerta da 55,5 miliardi di dollari presentata da GameStop per acquisire la piattaforma. Il consiglio di amministrazione ha concluso la propria analisi con una lettera firmata dal presidente Paul Pressler, in cui l’operazione viene definita “né credibile né attraente”. La risposta chiude, almeno per ora, il tentativo del CEO di GameStop Ryan Cohen di trasformare il rivenditore di videogiochi in un operatore di e-commerce su scala globale.
Perché eBay ha detto no a GameStop
Nella lettera ufficiale, il board di eBay elenca sei ragioni alla base del rifiuto. La prima riguarda le prospettive autonome dell’azienda, che il consiglio ritiene già solide e ben indirizzate. Le altre cinque si concentrano sui punti deboli dell’offerta stessa:
- incertezza sulle fonti di finanziamento dell’operazione
- impatto negativo sulla crescita e sulla redditività a lungo termine di eBay
- rischi operativi e livello di indebitamento dell’entità combinata
- struttura di governance e incentivi esecutivi di GameStop
- effetti complessivi sulla valutazione della società risultante
Pressler ha ribadito che eBay ha rafforzato la propria strategia, migliorato l’esperienza per venditori e acquirenti e restituito valore agli azionisti con costanza negli ultimi anni. Il messaggio implicito è che non c’è nessun problema da risolvere, e che GameStop non è la soluzione giusta nemmeno se ci fosse.
I numeri che non tornano nell’offerta di Cohen
Il piano di GameStop prevede un’offerta da 125 dollari per azione, metà in contanti e metà in azioni. Per la parte cash, GameStop farebbe affidamento sui 9,4 miliardi di dollari di liquidità in bilancio al 31 gennaio 2026 e su un finanziamento a debito da parte di TD Securities fino a 20 miliardi. Il problema è che GameStop vale circa 10,69 miliardi in borsa: considerando la quota in azioni, il divario da colmare sfiora i 16 miliardi di dollari.
In un’intervista su CNBC, Cohen ha ripetutamente evitato di rispondere a domande precise su come verrebbe coperto quel buco. Secondo il Wall Street Journal, potrebbe coinvolgere fondi sovrani mediorientali, ma Cohen non ha confermato nulla. La mancanza di trasparenza sul fronte finanziario è uno degli elementi che ha pesato di più nella valutazione negativa del board di eBay.
A rendere ancora più singolare la vicenda, Cohen ha lanciato un’azione dimostrativa mettendo in vendita su eBay oggetti personali, dalle carte da baseball a un paio di calzini, ciascuno con una lettera firmata a mano come “ringraziamento per il supporto”. Una mossa che ha attirato attenzione mediatica ma che, sul piano della credibilità finanziaria, ha avuto l’effetto opposto.
Il contesto: GameStop tra chiusure e meme stock
Il tentativo di acquisire eBay va letto sullo sfondo di una trasformazione difficile. All’inizio del 2025, GameStop contava circa 2.325 punti vendita negli Stati Uniti; entro fine anno ne aveva già chiusi 590, e le chiusure sono continuate nel 2026. L’azienda ha abbandonato il crypto, smantellato il marketplace NFT e sperimentato iniziative commerciali dal risultato incerto.
Michael Burry, che aveva liquidato l’intera posizione in GameStop dopo l’annuncio dell’offerta su eBay, aveva già avvertito nei mesi scorsi che Cohen “ha un’attività mediocre e la sta sfruttando al meglio possibile, approfittando del fenomeno meme stock per raccogliere liquidità e aspettare l’occasione giusta”. Quella che sembrava l’occasione giusta si è fermata al primo ostacolo istituzionale.
Cohen aveva già detto che, in caso di rifiuto, avrebbe portato la questione direttamente agli azionisti di eBay. Il compenso personale in gioco non è irrilevante: il piano prevede che Cohen possa incassare fino a 35 miliardi di dollari in azioni se la capitalizzazione combinata raggiungesse i 100 miliardi. Come aveva dichiarato lui stesso al Wall Street Journal a gennaio, l’operazione sarebbe stata “o geniale o completamente folle”. Per ora, il board di eBay ha scelto la seconda lettura, e la sua risposta aggiunge un ulteriore capitolo alla storia bizzarra di un’offerta che fin dal principio aveva sollevato più domande che certezze. La prossima mossa di Cohen verso gli azionisti dirà molto su quanta presa abbia ancora la narrativa meme stock sui mercati.





