- Il presidente Trump ha ordinato il rilascio pubblico di tutti i file governativi su UAP, UFO e vita extraterrestre.
- Il Department of War coordina con l'ODNI la revisione di decine di milioni di documenti, molti solo su carta, accumulati in decenni.
- La prima tranche di materiali declassificati è stata pubblicata l'8 maggio 2026 sul portale ufficiale war.gov/ufo.
Il governo degli Stati Uniti ha appena lanciato di trasparenza senza precedenti storici. Al centro del dibattito globale ci sono i file UFO declassificati da Trump, un immenso archivio accumulato in decenni di indagini governative e ora pronto a essere rivelato al mondo. L’iniziativa prende il nome di Programma PURSUE, acronimo di Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters, un programma federale nato per identificare, revisionare e rendere pubblicamente accessibile qualsiasi informazione connessa a fenomeni anomali e alla possibile esistenza di vita extraterrestre. Tutto ha avuto origine lo scorso 19 febbraio 2026 con una dichiarazione diretta del presidente su Truth Social, un annuncio che ha innescato una mobilitazione istituzionale culminata oggi con la prima massiccia pubblicazione ufficiale.
Il programma PURSUE e il ruolo del Department of War
A coordinare questa monumentale operazione interagenzia è il Department of War, supportato attivamente dall’Office of the Director of National Intelligence. Il processo di revisione coinvolge decine di enti federali e richiede l’analisi di decine di milioni di documenti, molti dei quali conservati esclusivamente in formato cartaceo e coperti dai massimi livelli di sicurezza fin dagli anni Cinquanta.
Considerata la portata logistica dell’operazione, il dipartimento ha optato per un approccio a rilasci progressivi, pubblicando i materiali su base continuativa non appena le procedure di declassificazione vengono completate. In un’epoca in cui persino le comunicazioni crittografate tramite VPN sono sotto il costante monitoraggio dell’intelligence americana per ragioni di sicurezza, l’apertura pubblica di archivi così delicati rappresenta un cambio di paradigma radicale nel rapporto tra le istituzioni e l’accesso all’informazione.
Cosa contengono i file UFO declassificati da Trump
La prima tranche dei file UFO declassificati da Trump è stata ufficialmente rilasciata l’8 maggio 2026 ed è liberamente consultabile sul portale istituzionale war.gov/ufo. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha accompagnato la pubblicazione sottolineando come questi documenti abbiano a lungo alimentato speculazioni totalmente legittime da parte dei cittadini.
I documenti resi pubblici riguardano esclusivamente i casi irrisolti, ovvero quegli episodi per i quali il governo americano ammette di non poter fornire alcuna spiegazione definitiva a causa della scarsità di dati o dell’assenza di strumentazione adeguata all’epoca dei fatti. Il programma PURSUE si concentra esattamente su quest’area nebulosa, escludendo i casi già risolti che seguono iter di reportistica separati. Curiosamente, la qualità visiva dei vecchi avvistamenti stride enormemente con le tecnologie odierne, un divario temporale evidente se si considera che oggi un iPhone 17 Pro è in grado di fotografare la Luna durante la missione Artemis II.
Le clamorose rivelazioni sulle missioni Apollo 12 e 17
Tra i file UFO declassificati da Trump in questa prima fase spiccano le fotografie e le trascrizioni tecniche relative alle storiche missioni NASA Apollo 12 del 1969 e Apollo 17 del 1972. I documenti rivelano in modo inequivocabile come gli astronauti abbiano ripetutamente segnalato e discusso la presenza di oggetti non identificati mentre orbitavano o camminavano sulla superficie lunare. L’archivio comprende sei fotografie scattate dall’equipaggio dell’Apollo 12, in una delle quali è possibile contare ben cinque diversi UFO stagliati contro l’orizzonte.
Una trascrizione di quattro pagine svela i dialoghi intercorsi con il centro di comando, in cui un astronauta descrive luci anomale intente a fluttuare verso lo spazio profondo, pulsando al ritmo di una volta al secondo. Sebbene in un primo momento avesse ipotizzato potesse trattarsi di condensa o detriti espulsi dal sistema di raffreddamento ad acqua, l’astronauta ha poi corretto il tiro, affermando che quegli oggetti sembravano letteralmente fuggire dalla Luna per lanciarsi a velocità folle verso le stelle. Il comando di terra suggerì all’epoca l’ipotesi di una forte interferenza elettromagnetica, un fenomeno generabile sia da fonti naturali sia artificiali.
Altrettanto inquietanti sono i resoconti dell’Apollo 17, racchiusi in un documento di sedici pagine. L’equipaggio ha descritto luci fuori dal finestrino paragonabili “ai fuochi d’artificio del Quattro Luglio”, composte da frammenti spigolosi e angolari in continua rotazione. Un astronauta ha inoltre raccontato le difficoltà incontrate nel prendere sonno a causa di abbaglianti fenomeni periferici all’orizzonte, paragonando l’ultimo intenso lampo visto prima di addormentarsi all’impatto visivo di un treno in corsa dritto verso di lui.
L’appello ai ricercatori e i prossimi aggiornamenti
La vera rivoluzione introdotta dal governo statunitense in questa fase risiede nel metodo collaborativo. Le istituzioni non pretendono di fornire risposte assolute sui file UFO declassificati da Trump, ma invitano attivamente la comunità scientifica, gli esperti di ufologia e gli analisti indipendenti a contribuire all’interpretazione dei dati grezzi, con alcuni specialisti che già ipotizzano la conferma di un insabbiamento globale durato ottant’anni.
L’elaborazione di queste informazioni richiederà grande lucidità analitica, soprattutto per evitare derive cospirazioniste, e soprattutto del tempo, vista l’enorme mole di documenti rilasciati. I prossimi aggiornamenti permetteranno di valutare con maggiore precisione la reale consistenza dell’intero archivio di file UFO declassificati da Trump e il suo definitivo impatto sulla storia moderna.
Articolo in aggiornamento






















