L’IA scrive troppo bene? Ecco Sinceerly, l’app che aggiunge gli errori ai testi per renderli più umani

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  • Sincerely è un'applicazione che introduce errori intenzionali nei testi generati da AI, rendendoli più simili a quelli scritti da umani. L'app offre tre modalità (Subtle, Human, CEO) che aggiungono diversi livelli di informalità e refusi.
  • Creata da Dan Horwitz, studente MBA di Harvard, come progetto satirico e al contempo funzionale, rappresenta un paradosso concettuale: usare l'intelligenza artificiale per mascherare l'intelligenza artificiale.

L’uso sempre più diffuso di strumenti di intelligenza artificiale per scrivere email e documenti ha creato un paradosso interessante: i testi generati automaticamente risultano spesso troppo perfetti, privi di quelle piccole imperfezioni che caratterizzano la scrittura umana. Questo ha portato allo sviluppo di una nuova categoria di applicazioni il cui scopo è esattamente opposto a quello dei correttori automatici.

Tra le proposte più recenti c’è Sinceerly, un’applicazione che promette di rendere meno riconoscibili i testi prodotti con strumenti come ChatGPT o altri assistenti di scrittura basati su AI. Il meccanismo è semplice: invece di correggere gli errori, il software ne introduce di intenzionali, cercando di riprodurre lo stile di una persona reale.

Come funziona l’applicazione

Sinceerly offre tre modalità di riscrittura denominate Subtle, Human e CEO. Ciascuna applica modifiche diverse al testo di partenza. La modalità Subtle introduce piccoli refusi e cambiamenti stilistici leggeri. Human aumenta il livello di informalità e aggiunge errori di battitura più evidenti. La modalità CEO, invece, adotta uno stile più diretto e asciutto, eliminando le maiuscole iniziali e riducendo la lunghezza delle frasi.

L’app interviene anche su alcune caratteristiche tipiche della scrittura generata da intelligenza artificiale, come l’uso eccessivo del trattino lungo, le formulazioni ripetitive con tre termini simili in sequenza, o l’abuso di certe strutture retoriche facilmente riconoscibili.

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Un progetto tra satira e funzionalità

Dietro Sinceerly c’è Dan Horwitz, studente MBA presso l’Università di Harvard. Interrogato sulle intenzioni del progetto, ha spiegato che si tratta di un’operazione volutamente ironica, più vicina alla satira che a un servizio serio. Il sito web dell’applicazione mantiene però un tono neutro e professionale, rendendo difficile capire immediatamente se l’intero progetto sia da prendere sul serio o meno.

Questa ambiguità è probabilmente parte integrante del messaggio. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata per scrivere, correggere e persino leggere contenuti in modo automatizzato, un’app che usa l’AI per mascherare l’AI rappresenta un cortocircuito concettuale difficile da ignorare.

Uso reale o esperimento sociale

Nonostante le dichiarazioni dell’autore, non è da escludere che alcuni utenti possano decidere di utilizzare Sinceerly in modo genuino. La crescente diffusione di strumenti automatizzati per la scrittura ha reso evidente un problema di riconoscibilità: messaggi troppo formali, strutture sintattiche ripetitive e un lessico standardizzato possono tradire l’origine automatica di un testo.

L’idea che si possa ricorrere a un secondo strumento di AI per correggere i difetti del primo apre scenari in cui la mediazione tecnologica nella comunicazione scritta diventa sempre più stratificata. Al momento non è chiaro quante persone stiano effettivamente utilizzando l’applicazione né se altre simili emergeranno nel prossimo futuro.

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