- Il comitato statunitense CFIUS ha bloccato l'acquisizione di Lumileds da parte di Sanan Optoelectronics per 239 milioni di dollari, adducendo rischi irrisolvibili per la sicurezza nazionale legati alle tecnologie sul nitruro di gallio con applicazioni militari.
- Si tratta del secondo tentativo fallito di acquisire l'azienda olandese da parte di gruppi cinesi, dopo il veto del 2016 a Go Scale Capital per la stessa motivazione strategica.
- Sanan Optoelectronics sta attraversando una crisi interna con il fondatore e suo genero sotto inchiesta dalle autorità cinesi, con perdite di 1,89 miliardi di dollari in pochi giorni.
L’azienda olandese Lumileds, attiva nel settore dell’illuminazione a LED e nota per le sue tecnologie avanzate nei semiconduttori composti, è al centro di una nuova battuta d’arresto sul fronte delle acquisizioni internazionali. L’operazione da 239 milioni di dollari proposta dal colosso cinese Sanan Optoelectronics, leader nella produzione di chip LED, è stata definitivamente abbandonata dopo che il comitato statunitense per gli investimenti esteri ha espresso un parere negativo. La motivazione ufficiale riguarda rischi irrisolvibili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, un verdetto che riporta alla memoria dinamiche già viste in passato con la stessa azienda protagonista.
Lumileds opera in mercati strategici come l’illuminazione per automotive, i display e il mobile, impiegando circa 3.500 persone distribuite in oltre 15 paesi. La sua expertise tecnica si basa in gran parte su tecnologie legate al nitruro di gallio, materiale semiconduttore con applicazioni che vanno ben oltre l’elettronica di consumo. Questo elemento rappresenta il fulcro delle preoccupazioni espresse dalle autorità americane, rendendo ogni tentativo di acquisizione da parte di gruppi cinesi un terreno delicato.
Il ruolo del CFIUS e i precedenti
Il Committee on Foreign Investment in the United States ha esaminato l’operazione proposta da Sanan insieme al partner malese Inari Amertron, annunciata nell’agosto del 2025. Nonostante il prezzo fosse una frazione rispetto ai valori di mercato del passato, il via libera non è arrivato. Non si tratta di un caso isolato: già nel 2016 un consorzio guidato da Go Scale Capital aveva tentato di acquisire l’80,1% di Lumileds da Philips per 2,9 miliardi di dollari, operazione bloccata per le stesse ragioni legate al trasferimento tecnologico del nitruro di gallio.
Dopo quel primo stop, Philips aveva ceduto la partecipazione ad Apollo Global Management nel 2017, a condizioni decisamente meno vantaggiose. Lumileds ha poi attraversato un periodo turbolento, culminato con il Chapter 11 nell’agosto 2022, da cui è uscita in poco più di due mesi. Il nitruro di gallio è un materiale chiave per applicazioni militari, inclusi sistemi radar per missili antibalistici e il sistema Space Fence dell’aeronautica statunitense per il tracciamento dei detriti orbitali. Proprio queste implicazioni rendono le acquisizioni in questo settore particolarmente sensibili agli occhi del CFIUS.
Semiconduttori composti: una linea rossa per Washington
Il blocco a Sanan non rappresenta un episodio isolato nel panorama delle acquisizioni nel settore dei semiconduttori composti. Il comitato ha fermato in passato anche il tentativo di Fujian Grand Chip di acquistare il produttore tedesco di apparecchiature Aixtron, sempre per questioni legate al nitruro di gallio. Anche l’acquisizione proposta da Infineon per Wolfspeed, parte di Cree, era stata ostacolata a causa delle tecnologie GaN su carburo di silicio.
La tecnologia in questione rappresenta un asset strategico per settori ad alta intensità tecnologica, e il controllo su queste capacità produttive viene considerato prioritario dalle autorità statunitensi. Il CFIUS non ha diffuso dettagli sulle motivazioni specifiche che hanno portato al veto, come avviene abitualmente, ma il contesto lascia pochi margini di interpretazione.
La crisi interna di Sanan Optoelectronics
Per Sanan, il fallimento dell’acquisizione arriva in un momento particolarmente complicato. A marzo, la National Supervisory Commission cinese ha posto sotto inchiesta il fondatore e principale azionista dell’azienda, Lin Xiucheng. La notizia ha provocato crolli consecutivi del titolo in borsa, con perdite che hanno raggiunto i limiti giornalieri consentiti e cancellato circa 13 miliardi di yuan, equivalenti a circa 1,89 miliardi di dollari, in soli due giorni.
Il 7 aprile è stata la volta del genero di Lin, Lin Kechuang, vicepresidente e direttore generale della società, anch’egli finito sotto inchiesta da parte delle autorità di Chongqing. Le partecipazioni della famiglia Lin, che ammontano al 29,47% delle azioni della società, sono state congelate giudizialmente. Sanan ha dichiarato che il mancato completamento dell’operazione con Lumileds non avrà impatti significativi sui bilanci e che l’azienda continuerà a perseguire opportunità di espansione internazionale.





