4,3 milioni di auto richiamate in Cina: perchè le maniglie a filo sono un rischio per la sicurezza

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  • 3 milioni di veicoli elettrici richiamati in Cina, il recall più grande della storia del Paese, per via delle maniglie nascoste negli sportelli
  • 2,98 milioni di unità sono prodotte da Tesla
  • La Cina vieta le maniglie completamente nascoste dal 1° gennaio 2027; negli USA NHTSA sta scrivendo una nuova norma federale

11 case automobilistiche hanno avviato il richiamo più grande mai registrato in Cina: 4,3 milioni di veicoli coinvolti, con Tesla che da sola copre 2.975.910 unità tra Model 3, Model Y, Model S e Model X. La campagna, che prenderà il via il 25 settembre, nasce da un problema di design che sembrava un dettaglio estetico e si è rivelato una questione di sopravvivenza: le maniglie delle porte nascoste, o a filo (flush door handles), che in caso di incidente, guasto elettrico o batteria scarica non si estraggono e lasciano i passeggeri intrappolati.

Perché le maniglie nascoste sono un problema di sicurezza

Le maniglie a filo sono state adottate per ridurre la resistenza aerodinamica: siedono a filo con la carrozzeria, danno un aspetto minimalista e tagliano il drag. Il rovescio della medaglia è che richiedono corrente per estrarre il meccanismo. Se l’impatto danneggia il cablaggio, se la batteria si scarica o se il sistema elettronico ha un malfunzionamento, la maniglia non si muove. Chi è dentro deve trovare il rilascio meccanico di emergenza, che spesso è nascosto, poco segnalato e non intuitivo. Secondo un’indagine di Bloomberg, almeno 15 persone sono morte negli Stati Uniti in incidenti in cui le porte Tesla non si aprivano e oltre 140 sono i casi documentati di occupanti rimasti intrappolati dopo la perdita di alimentazione.

La Cina ha reagito in modo deciso. Una nuova norma nazionale, approvata dal Ministero dell’Industria e delle Informazioni, vieta le maniglie completamente nascoste a partire dal 1° gennaio 2027: ogni porta (tranne il portellone del bagagliaio) dovrà avere una maniglia meccanica esterna indipendente. Il recall di quest’anno è l’anticipazione pratica di quella regola: un anno prima del divieto, i produttori si muovono per mettere in regola i veicoli già venduti.

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I produttori coinvolti

Oltre a Tesla, il recall interessa Xiaomi (circa 390.000 veicoli), Leapmotor (circa 371.000), Xpeng (circa 264.000) e Geely, insieme ad altre case di dimensioni minori. Nove delle 11 aziende installeranno etichette di avvertimento all’interno delle porte per indicare dove si trova il rilascio meccanico di emergenza. Tesla, in particolare, combinerà le etichette con un aggiornamento software over-the-air che farà abbassare automaticamente i finestrini dopo una collisione, offrendo a occupanti e soccorritori un’altra via di accesso o di uscita dal veicolo.

La soluzione non prevede la sostituzione hardware delle maniglie: si tratta di un’azione di mitigazione, non di un redesign. È un dettaglio importante, perché il problema di fondo resta: il design minimalista che ha reso i veicoli elettrici riconoscibili sta pagando un pedaggio in termini di sicurezza.

Cosa succede negli Stati Uniti

Il recall riguarda i veicoli venduti in Cina, ma il problema non si ferma al confine. Negli USA, la NHTSA ha avviato un processo formale di rulemaking il 24 luglio 2026 per scrivere una nuova norma federale che imponga a tutti i veicoli un sistema di rilascio di emergenza delle porte robusto e immediatamente accessibile. La NHTSA ha inizialmente respinto una petizione per un’indagine difettistica specifica su 179.031 Model 3 del 2022, ma ha comunque aperto la procedura di normazione, riconoscendo che il problema è trasversale all’intera industria e non limitato a un singolo costruttore.

Questo significa che i veicoli elettrici venduti in Europa e negli Stati Uniti, con le stesse maniglie a filo, sono potenzialmente esposti al medesimo rischio. La norma cinese di gennaio 2027 potrebbe diventare il riferimento de facto: se altri mercati seguono, il design delle porte dei veicoli elettrici cambierà in modo sostanziale, e non solo per i modelli cinesi. La BMW iX3, per esempio, ha già versioni diverse per il mercato cinese rispetto a quello occidentale proprio per anticipare queste regole.

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Il costo del minimalismo

Il caso delle maniglie nascoste è un esempio concreto di come le scelte di design dettate dall’estetica e dall’aerodinamica abbiano implicazioni di sicurezza che emergono solo quando qualcosa va storto. Tesla ha reso il concetto di maniglia a filo di moda, e i concorrenti l’hanno adottato in massa. Ora che il costo è diventato visibile in termini di vite umane e di milioni di veicoli richiamati, la pressione regulatoria sta accelerando.

La questione che resta aperta è se i mercati occidentali seguiranno il ritmo cinese o se servirà un altro incidente mediatico per convincere i regolatori a muoversi con la stessa urgenza. Quello che è certo è che il design delle porte dei veicoli elettrici, da qui a pochi anni, non sarà più una questione di stile: sarà una questione di standard di sicurezza.

Un problema già noto, non una sorpresa

Il caso delle maniglie a filo non è un’anomalia improvvisa. Già nel giugno 2025 Ford ha emesso un richiamo da 197.432 unità per la Mustang Mach-E, dopo aver scoperto che una scarica inattesa della batteria a 12 volt poteva bloccare gli elettrocardini delle porte e impedire l’apertura: Ford ha persino sospeso temporaneamente le vendite del modello mentre definiva la soluzione.

Rivian ha avuto un problema analogo sui propri R1, dove il rilascio manuale di emergenza richiedeva di rimuovere un pannello e tirare una corda nascosta: la compagnia ha spostato il meccanismo in posizione più accessibile sul modello R2, lanciato quest’anno. In pratica, i segnali c’erano da almeno un anno e il recall cinese di 4,3 milioni di veicoli è la conferma che il problema era sistemico, non di un singolo marchio.

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La risposta di Tesla è già in lavorazione. Il design chief Franz von Holzhausen ha confermato a settembre 2025, in un’intervista a Bloomberg, che la casa sta sviluppando una nuova maniglia che unisce in un unico meccanismo il rilascio elettronico e quello manuale, eliminando la separazione che oggi rende il backup così difficile da trovare. Si tratta di una ridefinizione del componente che Tesla ha reso iconico. Il che significa che i veicoli già venduti, milioni di unità tra Cina e resto del mondo, dovranno convivere con il design originale fino al termine della campagna di richiamo e che il mercato occidentale probabilmente vedrà la nuova maniglia solo nel ciclo di restyling successivo.

Il contesto in cui tutto questo avviene è quello di un’industria in ridefinizione. Con Honda che ha interrotto lo sviluppo dei propri veicoli elettrici e Volvo che punta sul software per estendere l’autonomia, i costruttori stanno ricalibrando le priorità: meno chilometri per euro, più affidabilità per chilometro. Le maniglie a filo, nate come un’arma di marketing aerodinamico, sono diventate un costo di affidabilità che si paga in termini di sicurezza e di fiducia del consumatore. E in un mercato dove la fiducia è l’unico asset che resta quando i prezzi salgono, il pedaggio del minimalismo si fa sentire più di quanto si possa immaginare.