- La carenza globale di memoria RAM causa ritardi nei prodotti Apple, tra cui Mac Studio (rinviato a ottobre) e MacBook Pro touchscreen (posticipato al 2027), con effetti simili per altri produttori.
- La crescente domanda di componenti per l'intelligenza artificiale mette sotto pressione l'intera filiera produttiva mondiale.
- I prezzi aumentano significativamente su più dispositivi e la situazione potrebbe non stabilizzarsi prima del 2027-2028.
Il settore tecnologico sta affrontando una carenza di memoria RAM che sta influenzando i piani di produzione di diversi produttori. Apple non fa eccezione: secondo quanto riportato da Bloomberg, alcuni dei prossimi aggiornamenti della linea Mac potrebbero subire ritardi significativi. La causa principale è legata alla crescente domanda di componenti per lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, che sta mettendo sotto pressione l’intera filiera produttiva.
Il giornalista Mark Gurman, noto per le sue fonti interne all’azienda di Cupertino, ha evidenziato come i tempi di rilascio di alcuni modelli stiano slittando rispetto alle previsioni iniziali. Non si tratta solo di Apple: l’intero mercato dell’hardware sta registrando aumenti di prezzo e difficoltà di approvvigionamento.
Mac Studio e MacBook Pro: i modelli coinvolti
Il Mac Studio, il desktop di fascia alta destinato ai professionisti, era atteso per la metà dell’anno. Secondo le informazioni raccolte, il lancio potrebbe ora essere posticipato a ottobre. Si tratta di un rinvio di diversi mesi che interessa uno dei prodotti più attesi dagli utenti professionali.
Anche il progetto di un MacBook Pro con touchscreen, una novità per la linea portatile di Apple, potrebbe essere rimandato. Le tempistiche iniziali prevedevano un debutto nel corso del 2026, ma ora sembra più probabile che il dispositivo arrivi solo nel 2027. Al contrario, il MacBook Neo, un notebook entry-level recentemente introdotto, non ha subito rallentamenti e sta ottenendo un buon riscontro di mercato.
L’aumento dei prezzi colpisce tutto il settore
La scarsità di memoria non sta solo causando ritardi, ma sta avendo un impatto diretto sui prezzi al consumo. Meta ha aumentato il costo del visore Quest 3 di 100 dollari, dichiarando esplicitamente che la causa è legata alla RAM. Microsoft ha ritoccato i listini di alcuni dispositivi Surface con aumenti fino a 500 dollari, citando l’incremento dei costi di memoria e componenti.
Anche il Raspberry Pi, popolare tra maker e appassionati, ha visto un rincaro fino a 150 dollari ad aprile. Si tratta di aumenti significativi che stanno ridefinendo il posizionamento di molti prodotti sul mercato.
Una situazione destinata a protrarsi
Gli analisti del settore non prevedono un rapido rientro della situazione. Secondo le stime, i prezzi della memoria potrebbero non stabilizzarsi prima del 2027, con alcuni che indicano addirittura il 2028 come orizzonte più realistico. La domanda legata all’intelligenza artificiale continua a crescere, assorbendo una parte consistente della produzione globale di chip di memoria.
Apple, come altri produttori, sta evidentemente cercando di bilanciare le necessità produttive con la disponibilità limitata di componenti. I prossimi mesi saranno cruciali per capire se i ritardi rimarranno circoscritti o se coinvolgeranno altri dispositivi della gamma.





