Big Tech sotto pressione per i consumi dei datacenter

Datacenter

Un gruppo di oltre dodici investitori istituzionali ha richiesto ad Amazon, Microsoft e Alphabet (Google) la divulgazione di dati granulari sul consumo idrico ed energetico dei singoli datacenter negli Stati Uniti. La pressione nasce dal mancato rispetto degli obiettivi climatici (le emissioni di Alphabet sono aumentate del 51% dal 2020) e dall’impatto dell’IA generativa, che richiede elevate quantità d’acqua per il raffreddamento (stime indicano l’equivalente di 3 bottiglie d’acqua per ogni 100 parole generate da GPT-4). Nel 2025, i datacenter nordamericani hanno consumato circa un trilione di litri d’acqua, portando alla cancellazione di quasi il 50% dei progetti previsti per il 2026 a causa di limiti infrastrutturali e opposizioni locali.

I giganti della tecnologia si trovano ad affrontare una nuova ondata di richieste da parte degli azionisti. Amazon, Microsoft e Google sono chiamate a rendere pubblici i dati dettagliati sul consumo di acqua ed energia dei loro datacenter negli Stati Uniti. La pressione arriva da oltre una dozzina di investitori in vista delle assemblee annuali previste per questa primavera.

Il contesto della richiesta

La richiesta di trasparenza non è casuale. Tutte e tre le società hanno recentemente abbandonato progetti di datacenter dal valore di miliardi di dollari a causa dell’opposizione delle comunità locali. Nel frattempo, i datacenter nordamericani hanno consumato quasi un trilione di litri d’acqua nel corso del 2025, secondo i dati della società di ricerche di mercato Mordor Intelligence.

Trillium Asset Management, società di investimento di Boston che valuta le aziende anche in base a criteri ambientali, ha presentato a dicembre una risoluzione ad Alphabet. L’obiettivo è comprendere come l’azienda intenda rispettare gli obiettivi climatici fissati nel 2020. Alphabet si era impegnata sei anni fa a dimezzare le emissioni e a passare a fonti energetiche a zero emissioni di carbonio entro il 2030, ma le emissioni sono invece aumentate del 51 percento.

L’acqua consumata dall’intelligenza artificiale

Il consumo di acqua rappresenta una delle preoccupazioni principali legate ai datacenter destinati all’intelligenza artificiale. Alcune stime indicano che la generazione di appena 100 parole tramite GPT-4 di OpenAI richiede l’equivalente di tre bottiglie d’acqua. Uno studio pubblicato l’anno scorso ha evidenziato come i datacenter dedicati all’IA utilizzino annualmente più acqua rispetto al consumo globale di acqua in bottiglia da parte delle persone.

Gli investitori chiedono dati specifici per ogni singolo sito al fine di valutare con maggiore precisione i rischi operativi. Jason Qi, analista tecnologico di Calvert Research and Management, ha spiegato che le informazioni divulgate finora sul consumo di acqua e sull’impatto sulle comunità locali non sono sufficienti.

Le risposte delle aziende coinvolte

Josh Weissman, responsabile della fornitura di capacità infrastrutturale di Amazon, ha dichiarato che l’azienda sta divulgando un numero crescente di dati specifici per sito relativi al consumo di acqua nelle aree in cui opera. Un portavoce di Amazon ha aggiunto che la società si impegna a essere un buon vicino e sta investendo in iniziative volte all’efficienza e alla riduzione del consumo idrico.

Microsoft ha affermato che la sostenibilità ambientale rappresenta un valore fondamentale per l’azienda. Google ha preferito non rilasciare commenti, mentre Meta non ha risposto alle richieste di chiarimento.

L’espansione rallenta per problemi infrastrutturali

Questa pressione si inserisce nel contesto dell’espansione accelerata dei datacenter dedicati all’IA. Secondo quanto riportato di recente, quasi la metà delle costruzioni di datacenter statunitensi previste per il 2026 è stata ritardata o annullata, principalmente a causa delle richieste infrastrutturali. Sebbene alcuni investitori spingano per una maggiore sostenibilità, emerge anche una questione di praticità quando i nuovi progetti vengono finanziati così rapidamente.

La spesa in conto capitale di aziende come Microsoft, Amazon e Meta è cresciuta in modo significativo durante il boom dell’intelligenza artificiale, anche se diversi progetti non verranno mai portati a termine. Le richieste di trasparenza potrebbero contribuire a una pianificazione più responsabile delle infrastrutture tecnologiche nei prossimi anni.

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