- Google DeepMind ha investito 75 milioni di dollari in A24 per sviluppare strumenti AI per la produzione cinematografica
- La partnership prevede che i filmmaker di A24 guidino lo sviluppo delle tecnologie, non solo le utilizzino
- Anche Netflix (con InterPositive di Ben Affleck) e Amazon MGM si muovono nella stessa direzione, segnalando una tendenza strutturale del settore
Google DeepMind ha annunciato un investimento da 75 milioni di dollari nello studio cinematografico A24, noto per film come “Everything Everywhere All At Once” e le produzioni con Timothée Chalamet e Anne Hathaway. L’operazione non è una semplice partecipazione finanziaria: le due aziende la descrivono come una partnership strategica per costruire insieme strumenti di intelligenza artificiale pensati specificamente per la produzione cinematografica.
Cosa prevede l’accordo tra Google DeepMind e A24
Secondo quanto comunicato, la collaborazione prevede che i filmmaker di A24 forniscano a Google DeepMind feedback diretto durante lo sviluppo degli strumenti AI, con l’obiettivo dichiarato di costruire funzionalità che supportino la visione creativa degli artisti piuttosto che sostituirla. Demis Hassabis, co-fondatore e CEO di Google DeepMind, ha spiegato che lavorare direttamente con i registi e i professionisti del settore fin dall’inizio serve a costruire strumenti capaci di supportare la narrazione autentica.
A24 è uno dei pochi studi indipendenti in grado di attrarre talenti di primo piano e produrre film con alto impatto culturale. Per Google DeepMind, questa partnership offre qualcosa di difficile da ottenere altrimenti: accesso diretto a professionisti creativi che usano gli strumenti in condizioni reali, non in ambienti di test. Per A24, significa disporre di tecnologia avanzata con una voce nel modo in cui viene sviluppata.
L’intelligenza artificiale nel cinema non è più un esperimento isolato
Il settore si muove in modo compatto. Netflix ha annunciato in precedenza l’acquisizione di InterPositive, la società di Ben Affleck specializzata in strumenti AI per la produzione cinematografica. Amazon, attraverso MGM Studios, ha avviato una divisione interna dedicata allo sviluppo di tecnologie AI per film e serie televisive. La mossa di Google DeepMind con A24 si inserisce in questo quadro, ma con una differenza strutturale: invece di acquisire una società già orientata all’AI, sceglie di costruire strumenti nuovi in collaborazione con uno studio che parte dal punto di vista degli autori.
Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema rimane acceso a Hollywood, soprattutto dopo le tensioni emerse durante gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori del 2023. La scelta di A24, studio con una reputazione solida sul fronte della qualità artistica e dell’indipendenza creativa, è probabilmente parte di un calcolo reputazionale preciso: associare lo sviluppo degli strumenti AI a un marchio che gode della fiducia della comunità cinematografica riduce l’attrito culturale.
Ricordiamo che Alphabet ha raccolto 85 miliardi di dollari per finanziare la propria infrastruttura AI e questo investimento in A24 rientra in una strategia più ampia che punta a portare le tecnologie DeepMind in settori ad alto impatto culturale e commerciale, ben oltre i tradizionali ambiti scientifici.
Cosa può cambiare per la produzione cinematografica
Gli strumenti AI per il cinema possono intervenire in fasi molto diverse del processo produttivo: dalla pre-produzione, con la generazione di storyboard o la simulazione di effetti visivi, al montaggio, fino alla post-produzione e alla localizzazione. Non è ancora chiaro su quali aree si concentrerà la collaborazione tra Google DeepMind e A24, ma la formula della partnership suggerisce un approccio iterativo, in cui le esigenze reali del set guidano lo sviluppo tecnologico.
Quello che si sta delineando è un modello in cui le big tech non entrano a Hollywood come fornitori esterni di software, ma come partner che siedono al tavolo della produzione. Se questo approccio produca strumenti migliori o semplicemente un maggiore consenso attorno all’adozione dell’AI è ancora tutto da vedere, ma il peso finanziario e istituzionale delle aziende coinvolte rende questa traiettoria difficile da ignorare per il resto dell’industria.




