LG ha avviato la produzione dei primi display per laptop a 1 Hz, portando sui computer la tecnologia di risparmio energetico finora esclusiva degli smartphone top di gamma. Grazie al pannello Oxide TFT, lo schermo può variare il refresh rate da 120 Hz (per la massima fluidità) fino a solo 1 Hz quando l’immagine è statica, riducendo il consumo della batteria del 48%. Questa innovazione debutta ufficialmente sui nuovi Dell XPS 2026, segnando l’inizio di una nuova era per i portatili ultra-leggeri che puntano a un’autonomia raddoppiata senza sacrificare le prestazioni visive.
Il mondo dei display per computer portatili si prepara a un cambiamento significativo sul fronte dell’efficienza energetica. LG ha avviato la produzione di massa del primo schermo LCD per laptop capace di scendere fino a 1 Hz di frequenza di aggiornamento, una tecnologia che finora era riservata principalmente agli smartphone di fascia alta.
L’obiettivo è chiaro: ridurre il consumo della batteria durante le fasi di utilizzo statico, senza rinunciare alla fluidità quando serve. Il pannello può raggiungere i 120 Hz nelle situazioni dinamiche, ma si adatta automaticamente alle condizioni d’uso reali.
LG promette un miglioramento dell’efficienza della batteria fino al 48% rispetto alle soluzioni tradizionali, grazie a una tecnologia che rileva i cambiamenti sullo schermo e adatta la frequenza di conseguenza. L’azienda ha inoltre annunciato che dal 2027 inizierà a produrre anche versioni OLED con le stesse caratteristiche.
Come funziona la tecnologia Oxide TFT
Il display utilizza una tecnologia denominata Oxide TFT, progettata per minimizzare la dispersione energetica quando il pannello opera a basse frequenze di aggiornamento. Il sistema è in grado di riconoscere automaticamente quando i contenuti visualizzati sono statici, passando da 120 Hz fino a 1 Hz senza intervento dell’utente.
Questa capacità di adattamento dinamico rappresenta un passo avanti rispetto agli schermi tradizionali, che mantengono una frequenza fissa indipendentemente dal tipo di contenuto mostrato. Quando si legge un documento o si visualizza una pagina web statica, il refresh può scendere al minimo, mentre torna ai massimi livelli durante la navigazione veloce o la riproduzione di video.
Debutto sui nuovi Dell XPS
La prima applicazione commerciale di questa tecnologia si trova nei laptop Dell XPS presentati al CES 2026. Il modello base integra un pannello con risoluzione 1920 x 1200 pixel e frequenza variabile da 1 a 120 Hz, mentre le configurazioni più avanzate montano schermi OLED con una finestra di refresh compresa tra 20 e 120 Hz.
Le versioni premium perdono quindi la capacità di scendere fino a 1 Hz, pur mantenendo una certa flessibilità nella gestione della frequenza di aggiornamento. La scelta di LG di partire con pannelli LCD per poi passare agli OLED nel 2027 riflette probabilmente considerazioni tecniche e di costo legate alla produzione di massa.
Un trend in espansione nell’industria
LG non è l’unica azienda a lavorare su display a frequenza variabile per laptop. Anche Intel e BOE stanno sviluppando pannelli con caratteristiche simili, utilizzando la tecnologia LTPO già diffusa nel settore mobile. Questi schermi integreranno algoritmi basati su intelligenza artificiale per determinare il momento ottimale per ridurre la frequenza, anche quando l’utente si allontana dal dispositivo.
Il concetto di schermi a 1 Hz ha debuttato nel settore mobile alla fine degli anni 2010, con Apple Watch Series 5 che per primo ha implementato un display LTPO capace di passare da 60 Hz a 1 Hz. Successivamente, smartphone come OnePlus 9 e Oppo Find X3 Pro hanno adottato soluzioni analoghe.
L’arrivo di questa tecnologia sui laptop rappresenta un’evoluzione naturale, considerando che i portatili dipendono ancora più degli smartphone dall’autonomia della batteria per l’utilizzo in mobilità. La disponibilità commerciale è prevista nel corso del 2026, con un’espansione graduale ad altri produttori nei mesi successivi.





