Ricordate il meme This is Fine? L’autore ha denunciato la startup Artisan per averlo usato senza permesso

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  • KC Green, autore di This is Fine, ha denunciato la startup Artisan per aver utilizzato una versione modificata del suo fumetto in una campagna pubblicitaria senza autorizzazione.
  • Artisan ha modificato il testo originale in "my pipeline is on fire" per promuovere il suo prodotto Ava, l'AI BDR, in poster affissi in metropolitana.
  • Green sta cercando rappresentanza legale ritenendo di non avere altre scelte.

KC Green, il fumettista e creatore del celebre meme This is Fine, ha denunciato pubblicamente la startup di intelligenza artificiale Artisan accusandola di aver utilizzato una versione modificata della sua opera per una massiccia campagna pubblicitaria offline, senza avergli mai richiesto alcun permesso. La notizia ha iniziato a circolare rapidamente dopo che un utente su Bluesky ha pubblicato la fotografia del cartellone affisso in una stazione della metropolitana americana. Green ha confermato di non aver autorizzato l’utilizzo e sta seriamente valutando di rivolgersi a un legale per tutelare i propri diritti.

Il successo del meme This is Fine e il furto commerciale

Il fumetto originale è apparso per la prima volta nel 2013 all’interno del webcomic “Gunshow”, la serie indipendente creata proprio da Green. L’opera raffigura un cane antropomorfo seduto placidamente a un tavolo, circondato da fiamme altissime, che sorride e pronuncia la frase rassegnata “This is fine”. Nel corso degli anni questa singola vignetta si è trasformata in uno dei meme più riconoscibili di internet, diventando il simbolo universale per descrivere situazioni di crisi profonda accettate con passiva rassegnazione.

Green non ha mai del tutto preso le distanze dalla popolarità del suo personaggio, arrivando persino a trasformare il fumetto in un videogioco ufficiale, ma l’utilizzo puramente commerciale senza alcun consenso rappresenta una gravissima violazione, ben diversa dalla diffusione organica e scherzosa online. L’immagine circolata in queste ore mostra un poster della startup dove il cane del fumetto è presente, ma la battuta è stata alterata. Invece della frase originale, il cane esclama “my pipeline is on fire”, un chiaro riferimento ai flussi di lavoro aziendali automatizzati. Il messaggio sovrapposto invitava poi i passanti ad assumere Ava, un bot IA descritto come prodotto di punta di Artisan.

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Rispondendo direttamente al post pubblicato originariamente sulla piattaforma Bluesky, Green ha precisato in modo lapidario che non si tratta di una collaborazione concordata. Ha descritto l’utilizzo del meme This is Fine come un palese furto aziendale, invitando apertamente i suoi follower a vandalizzare e danneggiare i poster avvistati in giro per la città.

La risposta di Artisan e i rischi per le startup IA

Contattata dai media di settore, Artisan ha tentato di smorzare i toni dichiarando di avere grande rispetto per KC Green e per il suo lavoro, aggiungendo di averlo contattato privatamente per risolvere la questione. Non è tuttavia la prima volta che questa specifica azienda finisce al centro delle polemiche. In passato la startup aveva attirato feroci critiche con cartelloni che invitavano le aziende a smettere di assumere persone fisiche, costringendo il CEO Jaspar Carmichael-Jack a una parziale rettifica.

In una recente comunicazione, Green ha confermato di essere alla ricerca di una solida rappresentanza legale. Questa vicenda non è un caso isolato nel mondo dell’intelligenza artificiale, come dimostrano le recenti battaglie sui deepfake vocali e sui marchi registrati dai grandi artisti musicali, e richiama storicamente la battaglia di Matt Furie, autore di Pepe the Frog, che vinse contro chi sfruttava il suo personaggio a fini commerciali.

I meme non nascono dal nulla, sono opere d’ingegno, e chi li utilizza per fare profitto senza permesso non è mai al riparo dalle conseguenze legali.

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