- Nvidia Vera, CPU server da 88 core con architettura personalizzata Olympus, ha ottenuto risultati competitivi nei benchmark Linux contro AMD EPYC Turin e Intel Xeon Granite Rapids
- Per thread, Vera supera quasi tutti i chip testati nella compilazione del kernel Linux: prestazioni single-thread senza precedenti per un processore server non x86
- I dati sono parziali perché curati da Nvidia sui propri casi d'uso target; efficienza energetica reale e benchmark indipendenti più ampi restano da verificare
Nvidia Vera ha superato il suo primo test pubblico su Linux. Phoronix ha pubblicato i risultati di una sessione di benchmark organizzata direttamente da Nvidia presso il suo quartier generale di Santa Clara, e i dati mostrano una CPU server da 88 core capace di tenere il passo con le soluzioni x86 di AMD e Intel in una gamma significativa di carichi di lavoro. Per un processore di prima generazione basato su architettura personalizzata, è un risultato che vale la pena analizzare con attenzione.
Il core Olympus e perché Nvidia Vera è diversa da qualsiasi altro chip ARM server
Vera non si limita a licenziare un core ARM standard come fanno la maggior parte dei produttori di chip server non x86. Nvidia ha progettato un core completamente custom chiamato Olympus, che implementa il set di istruzioni ARM senza però affidarsi a microarchitetture di terze parti. L’ultimo precedente in casa Nvidia è il core Denver, presente nel Tegra K1 di dodici anni fa, ma si trattava di una soluzione desktop vincolata da un budget energetico mobile. Vera opera su scala server: budget termico pieno, logica di server class, obiettivi completamente diversi.
Michael Larabel di Phoronix ha testato Vera su una serie di benchmark rappresentativi: compilazione del codice, test sintetici sulla memoria, codifica video AV1, Python, Java OpenJDK, compressione file, Lua JIT e database. I competitor inclusi nel confronto erano processori AMD EPYC Turin in configurazione singola e doppia socket, e un Intel Xeon Granite Rapids. Larabel descrive Vera come il processore non x86 più competitivo che abbia mai testato, una valutazione significativa da chi lavora quotidianamente su benchmark di questo tipo.
La competitività si fa ancora più interessante nella vista per thread. I chip ARM server hanno storicamente bilanciato le prestazioni multi-threaded semplicemente aumentando il numero di core, senza mai avvicinarsi alle prestazioni single-thread x86. Vera rompe questo schema: in una compilazione Gem5, solo AMD EPYC 9575F ha fatto meglio in termini di prestazioni per core. Nella compilazione del kernel Linux, Vera si posiziona in cima all’intera lista, davanti a tutti i chip testati.
I benchmark selezionati da Nvidia: dati validi, ma con perimetro definito
Guardando alla media geometrica dei risultati, Vera emerge in testa grazie a picchi molto netti su LuaJIT FFT, sul server database ClickHouse e sul benchmark JVM Renaissance, dove ha distanziato la concorrenza con margini significativi. Sono numeri concreti, ma Larabel è esplicito nel segnalare che Nvidia ha circoscritto i test ai propri mercati e casi d’uso target. Questo non invalida i dati, ma significa che i risultati attuali rappresentano una selezione e non il quadro completo delle possibilità applicative del chip.
Un elemento che non è stato ancora possibile quantificare è l’efficienza energetica reale. Vera ha un TDP dichiarato di 450W, a cui si aggiungono circa 50W per la memoria SOCAMM2. I chip x86 usati nei confronti partono da 500W prima di considerare la piattaforma memory. Le cifre TDP, però, divergono spesso dai consumi effettivi in carico, e per gli operatori di data center AI che già affrontano vincoli infrastrutturali seri sulla disponibilità di energia, questo dato sarà cruciale quando arriveranno misurazioni indipendenti.
Un punto a favore di Vera che spesso passa in secondo piano rispetto ai numeri puri è il supporto software. Larabel segnala che il chip gode di ottimo supporto upstream nel kernel Linux, senza necessità di Device Tree specifici o driver proprietari fuori standard. Chi ha seguito la storia dei chip ARM server sa quanto questo sia stato un problema ricorrente per piattaforme alternative che non sono mai decollate nonostante specifiche interessanti, mentre la strategia complessiva di Nvidia punta da tempo a costruire un ecosistema verticale che va ben oltre la GPU, e Vera si inserisce coerentemente in questa visione.
AMD Venice e Intel Clearwater Forest cambieranno di nuovo le carte in tavola
Il contesto competitivo in cui si inserisce Vera è destinato a cambiare rapidamente. AMD sta lavorando a EPYC Venice, che nella variante densa prevede fino a 256 core Zen 6 in un singolo socket. Intel risponde con Clearwater Forest, che combina fino a 288 core Darkmont con il processo produttivo 18A, progettato esplicitamente per recuperare terreno sull’efficienza energetica per watt.
Questi due chip renderanno il confronto molto più competitivo entro fine anno o nel 2027. Vera si presenta oggi come una prima generazione genuinamente solida, con prestazioni per core che non hanno precedenti tra le CPU server non x86. La domanda più interessante non è se abbia già vinto qualcosa, ma se Nvidia abbia costruito una base microarchitetturale sufficientemente robusta da sostenere iterazioni future, nel momento in cui AMD e Intel risponderanno con generazioni progettate per difendere un terreno che finora consideravano pressoché esclusivo.






