C’è un paradosso storico nell’annuncio che Sony Interactive Entertainment ha pubblicato sul proprio blog ufficiale il 1° luglio 2026. Fu proprio PlayStation, con il lancio della prima console nel 1994, a rendere il disco il formato dominante per i videogiochi su console, soppiantando le cartucce e avviando una rivoluzione che ha plasmato il settore per oltre trent’anni. Oggi è Sony stessa dichiarare la fine dei giochi fisici Playstation.
A partire da gennaio 2028, la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi giochi in uscita su console PlayStation cesserà definitivamente. I titoli già pubblicati e quelli che usciranno prima di quella data in formato fisico non verranno toccati. Da quella data in poi, però, ogni nuovo gioco PlayStation sarà disponibile esclusivamente in formato digitale, sia sul PlayStation Store che presso i rivenditori fisici. E qui sta il primo paradosso concreto di questa transizione.
I negozi sopravvivono, ma i “giochi fisici” Playstation saranno scatole vuote
I negozi di videogiochi continueranno a esistere e a vendere quello che tecnicamente si chiamerà ancora “versione fisica” di un gioco. Dentro le confezioni, però, non ci sarà nessun disco. Solo un codice digitale o una card, in una scatola di cartone che simula un possesso che non esiste più.
È una scelta che rivela quanto l’industria sia ancora legata a riti di acquisto che i numeri hanno già reso obsoleti, ma che i consumatori faticano ad abbandonare del tutto. La confezione rimane, il contenuto sparisce.
I numeri che hanno reso la decisione inevitabile
La decisione di Sony non è arrivata a sorpresa per chi segue i dati del settore. Nell’ultimo anno fiscale, l’85% delle vendite di giochi completi per PS4 e PS5 è stato generato da acquisti digitali, contro un 15% fisico in costante calo. Nel 2024 il fisico valeva appena il 3% del fatturato complessivo della divisione gaming di Sony, contro il 20% di pochi anni prima.
A questo si aggiunge un dato strutturale: secondo i dati Circana, negli Stati Uniti il 27% delle PlayStation 5 vendute non include nemmeno un lettore disco, cifra che sale al 52% per le Xbox Series S. La metà delle console vendute oggi non è nemmeno fisicamente in grado di leggere un disco. Il mercato aveva già votato, Sony ha preso atto.
Non è un caso che pochi giorni prima dell’annuncio, Rockstar Games avesse confermato che GTA VI, uno dei titoli più attesi della storia dei videogiochi, uscirà esclusivamente in formato digitale. Era il segnale che mancava per capire dove stava andando l’intero settore.
Il problema che nessuno vuole affrontare: possiedi davvero i tuoi giochi?
La questione tecnica è chiara. Quella che riguarda i diritti dei consumatori lo è molto meno.
Quando acquisti un disco fisico, possiedi un oggetto. Puoi rivenderlo, prestarlo a un amico, tenerlo su uno scaffale per vent’anni e rigiocarlo quando vuoi, indipendentemente da cosa succede all’azienda che lo ha prodotto. Quando acquisti un gioco digitale, stai acquistando, come Sony stessa definisce nei propri termini di servizio, una licenza personale per uso non commerciale. Non un gioco. Una licenza.
La differenza non è teorica. Nel 2024 Sony ha chiuso Concord, il suo sparatutto multigiocatore, appena due settimane dopo il lancio. Chi aveva acquistato il gioco in digitale ha ricevuto un rimborso, ma il titolo è sparito dalle librerie di tutti. Nessuno ha potuto tenerlo, nessuno ha potuto rigiocarlo. Con il fisico, anche un gioco fallito rimane in mano a chi lo ha comprato.
Il passaggio al solo digitale amplifica un problema già noto nella cultura della preservazione videoludica: i negozi online possono chiudere, le licenze possono essere revocate, i server possono spegnersi. Sony ha rassicurato che i contenuti digitali già acquistati resteranno disponibili “per il futuro prevedibile”, una formulazione volutamente vaga che non garantisce nulla oltre il breve termine.
La chiusura dello store PS3 e PS Vita
Parallelamente all’annuncio sul fisico, Sony ha confermato la chiusura progressiva del PlayStation Store per PlayStation 3 e PlayStation Vita. In alcuni mercati come Messico, Honduras e Nicaragua la chiusura dello store PS3 partirà già da agosto 2026. Per gli altri mercati e per PS Vita la chiusura globale è prevista nel corso del 2027.
Sony ha precisato che i titoli già acquistati potranno essere riscaricati anche dopo la chiusura degli store, ma i nuovi acquisti non saranno più possibili. Significa che un intero catalogo di giochi, alcune delle esperienze più significative di due generazioni di console, diventerà progressivamente inaccessibile per chiunque non li abbia già comprati.
È la dimostrazione pratica del problema di cui sopra: il digitale non è eterno, è subordinato alle decisioni commerciali di chi gestisce i server.
PS6 senza lettore disco
L’annuncio ha una conseguenza implicita che riguarda il futuro della piattaforma. La data di gennaio 2028 ha alimentato le speculazioni sulla PlayStation 6. Secondo Piers Harding-Rolls, analista senior di Ampere Analysis, questa scelta “garantisce praticamente che la PS6 non arriverà prima del 2028“, e che la prossima console di Sony potrebbe nascere già senza lettore disco come caratteristica standard.
Se il ragionamento è corretto, la PS6 sarà la prima console PlayStation della storia progettata nativamente per un mondo senza disco. Un cambio di paradigma che chiuderebbe un cerchio iniziato nel 1994.
La fine di un’era iniziata 30 fa
C’è qualcosa di ironico nella tempistica. PlayStation non solo ha reso il disco il formato dominante, ma per decenni ha costruito parte della propria identità sul rapporto fisico tra il giocatore e il medium: la confezione, il manuale, il senso di possedere qualcosa di tangibile. Quella stessa identità viene oggi sacrificata sull’altare di una transizione che i numeri rendevano inevitabile da anni.
Il disco fisico non è morto perché i giocatori non lo volevano. È morto perché la maggioranza di loro aveva già scelto altro e quella minoranza rimasta fedele al supporto ottico non bastava più a giustificarne i costi di produzione e distribuzione.
Dal 2028 in poi, i nuovi giochi PlayStation esisteranno solo come dati su un server. Potrete comprarli in un negozio, ma quello che porterete a casa sarà una scatola.





