- SpaceX, Anthropic e OpenAI potrebbero quotarsi in borsa nella stessa finestra temporale del 2026
- Il nuovo acronimo MANGOS (Meta/Microsoft, Anthropic, Nvidia, Google, OpenAI, SpaceX) sta rimpiazzando FAANG come riferimento per i giganti tech
- La simultaneità degli IPO mette alla prova investitori e valutazioni in un momento in cui il concetto stesso di "azienda tech pubblica" si sta ridefinendo
Tre dei nomi più discussi nel panorama tecnologico globale, SpaceX, Anthropic e OpenAI, si stanno avvicinando ai mercati pubblici nello stesso arco di tempo. Non è una coincidenza di calendario, ma il segnale che il mercato delle IPO tech ha riaperto davvero, e lo ha fatto con un’intensità che non si vedeva da anni. L’episodio del podcast Equity di TechCrunch, con Kirsten Korosec, Anthony Ha e Sean O’Kane, prova a inquadrare cosa significa questo momento al di là dei numeri di copertina.
MANGOS, il nuovo acronimo che ha seppellito FAANG
Per un decennio, FAANG ha rappresentato il punto di riferimento per chiunque parlasse di tecnologia e mercati finanziari. Oggi quella sigla suona già datata. Il nuovo acronimo che circola tra analisti e investitori è MANGOS: Meta (o Microsoft, a seconda di chi lo usa), Anthropic, Nvidia, Google, OpenAI e SpaceX. La differenza con FAANG non è solo nominale. Metà di questi nomi non è ancora quotata in borsa, il che rende la composizione del gruppo insolita e la sua evoluzione nei prossimi mesi particolarmente significativa.
Anthropic, nel frattempo, continua ad espandere la propria offerta: il lancio di Claude Design per il lavoro visivo e l’uscita di Claude Fable 5 e Mythos 5 come modelli di nuova generazione mostrano un’azienda che costruisce prodotti con la stessa velocità con cui accumula valutazioni. Arrivare in borsa in questo contesto significa presentarsi agli investitori con una storia già articolata, non solo con una promessa futura.
Cosa succede quando tre giganti si quotano insieme
La simultaneità è il vero nodo della questione. Quando più aziende di dimensioni straordinarie cercano capitali nello stesso periodo, si crea una pressione inedita sulla capacità del mercato di assorbire offerta e di formare prezzi affidabili. Le valutazioni private di OpenAI e SpaceX sono già nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari: tradurle in prezzi di mercato pubblico richiede che ci sia abbastanza liquidità e abbastanza fiducia da parte degli investitori istituzionali.
C’è anche una questione strutturale più profonda. OpenAI è un’organizzazione che sta attraversando una trasformazione del proprio modello legale e di governance. SpaceX opera in un settore, quello aerospaziale e dei satelliti, con dinamiche di costo e ricavo difficili da leggere per un investitore generalista. Anthropic compete direttamente con Google e OpenAI in un mercato dove i margini sull’AI sono ancora tutti da definire. Quotarsi in borsa significa accettare la trasparenza trimestrale, e per tutte e tre questa è una discontinuità significativa rispetto al modo in cui hanno operato finora.
Vale la pena ricordare che Alphabet ha appena raccolto 85 miliardi di dollari in due tranche per finanziare l’AI: il fatto che persino un’azienda già pubblica e capitalizzata senta la necessità di raccogliere capitali su scala straordinaria dice quanto sia intensa la competizione sull’infrastruttura. Per le tre aziende che si preparano all’IPO, la posta in gioco è ancora più alta.
Google paga SpaceX quasi un miliardo al mese: il dato che cambia la prospettiva
Tra i temi discussi nell’episodio di Equity emerge un dato che vale la pena sottolineare: Google starebbe pagando SpaceX circa un miliardo di dollari al mese per capacità di calcolo. Se confermato, è un numero che ridisegna completamente la lettura della posizione finanziaria di SpaceX prima di una eventuale quotazione. Non stiamo parlando di un’azienda che dipende esclusivamente dai lanci commerciali o dai contratti governativi: il cloud e l’infrastruttura AI stanno diventando una fonte di ricavo concreta.
Questo intreccio di interessi tra le grandi aziende tech è uno degli elementi che rende le IPO di questa finestra particolarmente complesse da interpretare. SpaceX non è solo un’azienda spaziale: è anche un fornitore di infrastruttura digitale per i suoi stessi potenziali concorrenti in borsa. Anthropic, dal canto suo, ha tra i suoi principali investitori sia Google che Amazon. OpenAI ha ricevuto capitali da Microsoft, Nvidia e SoftBank. Le linee tra competizione e interdipendenza sono tutt’altro che nette.
La stagione delle IPO tech del 2026 non è solo un evento finanziario. È uno stress test per capire come il mercato pubblico valuta aziende costruite in un’era di tassi bassi e capitali abbondanti, ora che le condizioni sono cambiate. E per OpenAI, Anthropic e SpaceX, la risposta degli investitori dirà molto su quanto del clamore degli ultimi anni si traduca in valutazione stabile nel tempo.




