Apple rimuove Freecash dall’App Store

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  • Freecash, app che prometteva guadagni scorrendo TikTok, è stata rimossa da Apple dopo essersi posizionata come seconda applicazione negli USA. Secondo Malwarebytes, raccoglieva dati sensibilissimi su razza, religione, orientamento sessuale e biometrici degli utenti, andando ben oltre quanto necessario.
  • La società proprietaria Almedia ha utilizzato tecniche di marketing ingannevole e tattiche di tipo bait-and-switch per promuoverla, violando esplicitamente le regole sulla rappresentazione finanziaria di TikTok.
  • L'app avrebbe tentato di aggirare i precedenti divieti rinominando un'applicazione cipriota e usando un account sviluppatore diverso, pratica che le linee guida di Apple vietano categoricamente.

Negli ultimi mesi, chi ha navigato su TikTok si è probabilmente imbattuto in pubblicità di un’applicazione che prometteva guadagni facili semplicemente scorrendo i contenuti della piattaforma. Si tratta di Freecash, un’app che ha scalato rapidamente le classifiche di App Store e Google Play fino a raggiungere la seconda posizione negli Stati Uniti. Lunedì scorso, però, Apple ha deciso di rimuoverla dal proprio store dopo essere stata contattata da TechCrunch per un commento sulla vicenda.

La promessa iniziale era allettante: denaro in cambio di tempo speso su TikTok. La realtà, secondo quanto emerso da un’analisi della società di sicurezza informatica Malwarebytes, era ben diversa. L’applicazione funziona come intermediario tra sviluppatori di giochi mobili e utenti disposti a installarli e spendervi denaro, pagando piccole somme in cambio di attività di gioco. Tra i titoli promossi figurano nomi noti come Monopoly Go e Disney Solitaire.

La raccolta massiva di dati personali

Oltre al meccanismo di guadagno poco trasparente, Malwarebytes ha sollevato preoccupazioni serie sul tipo di informazioni raccolte dall’app. Secondo il rapporto dell’azienda di sicurezza, Freecash potrebbe accedere a dati particolarmente sensibili degli utenti, incluse informazioni su razza, religione, vita sessuale, orientamento sessuale, salute e altri dati biometrici. Una quantità di informazioni che va ben oltre quanto normalmente richiesto da applicazioni di questo tipo.

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Il modello di business si basa essenzialmente sulla corrispondenza tra sviluppatori in cerca di nuovi utenti per i propri giochi e persone disposte a dedicarvi tempo e risorse economiche. L’app funge da ponte, ma il prezzo da pagare in termini di privacy appare considerevole rispetto ai compensi offerti.

Marketing ingannevole e rimozione dagli store

La questione è emersa pubblicamente a gennaio, quando un’inchiesta di Wired ha evidenziato l’utilizzo di tecniche di marketing ingannevoli da parte dell’app. In quella circostanza, TikTok aveva già ritirato alcuni degli annunci di Freecash, ritenendo che l’azienda avesse violato le regole sulla rappresentazione finanziaria. La proprietaria dell’app, la società tedesca Almedia, aveva negato ogni responsabilità diretta, attribuendo gli annunci controversi ad affiliati di terze parti.

La crescita dell’applicazione è stata notevole: secondo i dati della società di market intelligence Appfigures, i download sono passati da 876.000 unità di ottobre 2025 a 5,5 milioni nel gennaio 2026, con un picco di quasi 6 milioni a febbraio. Numeri che hanno permesso a Freecash di mantenere una posizione tra le prime cinque app nell’App Store statunitense quasi quotidianamente dall’8 gennaio, e di raggiungere la settima posizione su Google Play.

Il possibile aggiramento dei divieti

Un aspetto particolare della vicenda riguarda la storia dell’app sugli store. Dati di terze parti mostrano che una prima versione di Freecash, pubblicata da Almedia sull’App Store nel marzo 2024, venne rimossa dopo circa due mesi. Successivamente, un’app già esistente sviluppata dalla società cipriota 256 Rewards Ltd è stata rinominata Freecash, permettendo il rientro sullo store attraverso un account sviluppatore diverso.

Non è chiaro se Almedia abbia acquisito lo sviluppatore cipriota o semplicemente il suo account, ma questa pratica solleva interrogativi. Le linee guida di Apple vietano esplicitamente tentativi di aggirare i divieti attraverso cambi di account sviluppatore, una tattica che diverse inchieste hanno documentato essere piuttosto diffusa nell’ecosistema delle app problematiche.

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Apple ha citato due specifiche linee guida nella rimozione dell’app: la 3.1.2(a) e la 2.3.1, che proibiscono di truffare gli utenti, impegnarsi in tattiche di tipo bait-and-switch e commercializzare le applicazioni in modo fuorviante. Situazione simile potrebbe essersi verificata anche su Google Play, dove l’app originale di Almedia risulta rimossa a gennaio 2024, mentre quella attuale presenta un identificativo sviluppatore differente. Google ha dichiarato di stare esaminando la questione.

Nonostante le segnalazioni sulle pratiche discutibili, Freecash manteneva un punteggio di 4,7 stelle nelle recensioni, elemento che potrebbe non aver fatto scattare allarmi automatici nei sistemi di controllo. Le stime di Appfigures indicavano che ad aprile l’app era in rotta per circa 3 milioni di installazioni, in calo rispetto ai picchi precedenti ma comunque un numero significativo di utenti potenzialmente esposti alla raccolta dati descritta da Malwarebytes.

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