- Un dipendente Google, Michele Spagnuolo, è stato arrestato per aver usato dati interni riservati per vincere 1,2 milioni di dollari su Polymarket, piattaforma di prediction market basata su blockchain. Il caso solleva interrogativi sulla regolamentazione dei mercati predittivi
Si è aperto un nuovo caso di insider trading su Polymarket. Un italiano impiegato come ingegnere presso Google, Michele Spagnuolo, è stato arrestato a New York con l’accusa di aver sfruttato informazioni interne riservate dell’azienda per piazzare scommesse vincenti sulla piattaforma di prediction market Polymarket, incassando circa 1,2 milioni di dollari. Le accuse formali, contenute in una denuncia ora desecretata, includono frode su materie prime, truffa telematica e riciclaggio di denaro. Spagnuolo è stato rilasciato su cauzione da 2,25 milioni di dollari.
Come funzionava lo schema: dati Google usati come vantaggio sleale
Secondo i procuratori federali, Spagnuolo avrebbe operato su Polymarket con il nickname AlphaRacoon, piazzando scommesse sui risultati delle ricerche più popolari del 2025 con un vantaggio che il mercato non poteva avere. I dati di interesse riguardavano le classifiche del progetto Year in Search 2025 di Google, che misura non il volume assoluto delle ricerche, ma l’aumento di traffico più rapido su un determinato termine tra il 1° gennaio e il 25 novembre 2025. Un sistema pensato per identificare le tendenze uniche dell’anno, non le parole più cercate in assoluto, il che rende le previsioni particolarmente difficili per chiunque non disponga di dati interni.
Uno dei casi più citati nell’atto d’accusa riguarda il cantante D4vd, un artista con notorietà molto ridotta: Spagnuolo avrebbe scommesso che sarebbe diventato la persona più cercata su Google nel 2025, nonostante Polymarket assegnasse a quell’esito una probabilità prossima allo zero. Ha vinto. Nello stesso periodo, l’imputato avrebbe puntato contro la presenza di personaggi come Papa Leone XIV e Kendrick Lamar nelle classifiche Google, previsioni altrettanto controcorrente rispetto al sentiment del mercato.
Stando alla denuncia, Spagnuolo avrebbe avuto accesso alle informazioni attraverso uno strumento interno disponibile per tutti i dipendenti Google, ma l’uso di quei dati per piazzare scommesse costituisce, secondo l’accusa, una violazione grave delle policy aziendali e della legge. Una volta incassate le vincite, avrebbe tentato di oscurare la provenienza del denaro, configurando l’ipotesi di riciclaggio.
Le risposte di Google e Polymarket
La portavoce di Google, Jaclyn Vazquez, ha confermato che l’azienda sta collaborando con le autorità e che il dipendente è stato sospeso. Ha specificato che il materiale a cui Spagnuolo avrebbe avuto accesso era di tipo marketing, tecnicamente disponibile a tutti i dipendenti, ma che usarlo per scopi speculativi personali rappresenta una violazione diretta delle politiche interne.
Polymarket ha risposto con una nota pubblica su X in cui si è autodefinita “leader nell’applicazione delle norme”, sostenendo che la propria infrastruttura di verifica dell’integrità dei mercati aveva già segnalato l’attività di AlphaRacoon. La piattaforma ha sottolineato come la trasparenza del blockchain renda i comportamenti scorretti facilmente tracciabili, senza però chiarire se gli utenti che scommettevano contro Spagnuolo fossero consapevoli di questa sorveglianza in tempo reale.
L’insider trading su Polymarket e il nodo della regolamentazione
Il caso arriva in un momento delicato per l’intero settore dei mercati predittivi. Diversi stati americani stanno cercando di regolamentarli con leggi specifiche, citando rischi di manipolazione e insider trading. La CFTC (Commodity Futures Trading Commission), tuttavia, rivendica la propria “esclusività” nella supervisione di queste piattaforme, una posizione sostenuta anche dall’amministrazione Trump. Non è la prima volta che l’accusa di frode sui prediction market finisce davanti a un tribunale federale: il mese scorso un soldato dell’esercito americano, Gannon Ken Van Dyke, era stato incriminato per una scommessa da 400.000 dollari sull’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro, anch’essa basata su presunti accessi a informazioni non pubbliche. Questa vicenda va ad aggiungersi a un quadro sempre più complicato per le piattaforme di prediction market, sempre più al centro di interrogativi legali legati all’uso improprio di dati e informazioni privilegiate da parte di chi opera in ambienti tech.
Il caso Spagnuolo, al di là delle conseguenze penali per l’imputato, pone una domanda strutturale che va oltre il singolo episodio: i mercati predittivi, progettati per aggregare in modo efficiente l’informazione distribuita del pubblico, diventano strumenti di frode quando qualcuno ha accesso a dati che il pubblico per definizione non può avere. La questione non è solo legale, ma riguarda la tenuta stessa del modello di funzionamento di queste piattaforme, e la capacità degli enti regolatori di stabilire confini chiari prima che episodi simili si moltiplichino.






