USA vieta i router internet stranieri

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Stretta USA sulla sicurezza digitale: vietata la vendita di nuovi router stranieri, nel mirino i produttori cinesi e la dipendenza tecnologica dall’estero.

Gli Stati Uniti hanno deciso di bloccare la vendita di nuovi router internet di produzione estera destinati al mercato consumer. La misura nasce da preoccupazioni crescenti legate alla sicurezza nazionale e al rischio di accessi non autorizzati da parte di attori esterni. La Federal Communications Commission ha aggiornato lunedì scorso l’elenco delle apparecchiature considerate non sufficientemente sicure, inserendo tutti i router di livello consumer prodotti al di fuori del territorio statunitense.

I router rappresentano dispositivi ormai centrali nella quotidianità di milioni di persone, utilizzati nelle abitazioni e negli uffici per collegare computer, smartphone, televisori e altri apparecchi alla rete. Con questa decisione vengono equiparati ai droni di fabbricazione estera, già vietati alla fine dello scorso anno.

Il ruolo della sicurezza nelle infrastrutture digitali

Secondo la FCC, attori malevoli hanno sfruttato vulnerabilità nei router di produzione straniera per attaccare utenti americani, interrompere reti, condurre operazioni di spionaggio e facilitare furti di proprietà intellettuale. Il divieto si applica a tutti i nuovi modelli di dispositivi, mentre chi possiede già un router prodotto all’estero potrà continuare a utilizzarlo senza limitazioni.

Negli ultimi mesi si è intensificata l’attenzione verso i router come punti di accesso vulnerabili. Marchi come TP-Link, produttore cinese tra i più venduti su Amazon, sono finiti al centro del dibattito politico statunitense in seguito a una serie di attacchi informatici. La FCC ha fatto riferimento a tre episodi specifici, denominati Volt, Flax e Salt Typhoon, verificatisi tra il 2024 e il 2025, nei quali l’accesso malevolo ai router ha avuto un ruolo rilevante. Le indagini governative hanno attribuito la responsabilità di tali attacchi ad attori legati al governo cinese.

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Come funziona il nuovo sistema di approvazione

Ogni nuovo router prodotto al di fuori degli Stati Uniti dovrà ora ottenere un’autorizzazione da parte della FCC prima di poter essere importato, commercializzato o venduto nel Paese. Per ottenere tale approvazione, le aziende produttrici dovranno richiedere un permesso condizionato, presentando informazioni dettagliate sui propri investitori stranieri o su eventuali influenze esterne, insieme a un piano per trasferire la produzione dei router negli Stati Uniti.

Alcuni router potranno essere esentati dal divieto se ritenuti accettabili dal Dipartimento della Difesa o dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale, anche se al momento nessuna delle due agenzie ha ancora inserito dispositivi specifici nelle proprie liste di eccezioni. La decisione della FCC arriva dopo che venerdì scorso alcune agenzie governative che si occupano di sicurezza nazionale hanno stabilito che i router internet prodotti all’estero rappresentano rischi inaccettabili per gli Stati Uniti, con possibili impatti sulla catena di approvvigionamento e rischi di attacchi informatici capaci di danneggiare infrastrutture critiche.

Impatto sul mercato e sulle aziende

La stragrande maggioranza dei router internet attualmente in commercio viene assemblata o prodotta fuori dagli Stati Uniti, principalmente a Taiwan o in Cina. Il divieto si applica anche ai dispositivi progettati negli USA ma costruiti all’estero. Tra i marchi popolari sul mercato statunitense figura Netgear, azienda americana che però fabbrica tutti i suoi prodotti al di fuori del Paese.

Una delle poche eccezioni nella produzione domestica è rappresentata dal router WiFi Starlink, parte della società SpaceX di Elon Musk. L’azienda dichiara che i router Starlink vengono realizzati in Texas. La misura potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato, considerando quanto sia diffusa la produzione estera nel settore dei dispositivi di rete consumer.

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