- Venice AI ha costruito un business da 1 miliardo su una premessa semplice: un'AI che non sa niente di te.
- Con 65 milioni raccolti e 3 milioni di utenti attivi, la piattaforma privacy-first sta diventando una alternativa seria a ChatGPT.
Esiste un’AI che non sa niente di te. Non registra le tue conversazioni, non le analizza per addestrarti modelli futuri, non le condivide con nessuno. Si chiama Venice AI ed è diventata abbastanza grande da raccogliere 65 milioni di dollari in un solo round di finanziamento a una valutazione di 1 miliardo a soli due anni dalla sua fondazione. Nel momento in cui OpenAI ha firmato un contratto con il Pentagono, le installazioni di Venice sono salite del 295% in 24 ore.
Il caso Venice racconta qualcosa di preciso su dove sta andando il mercato AI: la privacy non è più una nicchia, è una proposta commerciale da miliardo di dollari.
Venice AI: cos’è e perché esiste
Venice AI nasce da una premessa semplice: le grandi piattaforme AI usano le conversazioni degli utenti per addestrare i propri modelli, monitorare il loro comportamento e, nel caso di accordi come quello tra OpenAI e il Pentagono, potenzialmente condividere dati con enti governativi. Venice si posiziona come l’alternativa: una piattaforma che ospita modelli open source nei propri data center, cifra i dati lato client prima di inviarli, e non conserva nulla sui propri sistemi.
L’architettura tecnica è costruita attorno a questo principio. Tutti gli input degli utenti vengono cifrati e decifrati lato client prima di essere instradati attraverso un proxy esterno. I modelli closed-source come quelli di OpenAI e Anthropic vengono raggiunti tramite questo proxy, senza che Venice conservi traccia delle conversazioni. Per i modelli open source ospitati direttamente, Venice offre anche la cifratura end-to-end completa, disponibile sui piani a pagamento.
Erik Voorhees, fondatore e CEO, ha alle spalle una lunga storia nell’ecosistema crypto: ha fondato Satoshi Dice e l’exchange ShapeShift e ha sempre sostenuto la privacy come diritto fondamentale. La sua visione per Venice rispecchia quella filosofia: trattare l’AI come un protocollo neutro, come Bitcoin o Monero, che funziona allo stesso modo per tutti senza discriminare in base alla query.
Come funziona Venice AI: modelli, characters e crediti
Venice offre accesso a oltre 200 modelli AI per testo, immagini, audio e video. L’interfaccia principale è una chat, ma la piattaforma si distingue per la presenza di “characters”, ovvero assistenti AI personalizzabili con personalità, stile e istruzioni specifiche, che l’utente può creare e condividere. È possibile impostare system prompt personalizzati su ogni conversazione, caricare documenti PDF, usare la visione su immagini e attivare la ricerca web.
Il sistema di pagamento funziona a crediti: 100 crediti equivalgono a 1$, senza conversioni astratte né punti da decodificare. I crediti si usano per le funzionalità premium: generazione video con modelli come Grok Imagine, Seedance 2.0 e Kling 3.0 (meno di 80 crediti per un video da 5 secondi), immagini con Nano Banana 2, GPT Image 2.0 e Flux, upscaling, rimozione dello sfondo, accesso API ai modelli premium.
I piani nel 2026: dalla versione free fino a 200$ al mese
La struttura tariffaria si articola in quattro livelli, tutti con privacy garantita indipendentemente dal piano scelto.
- Il piano Free è gratuito e include 10 prompt di testo al giorno, 15 immagini, accesso ai modelli base, API e modalità uncensored. È limitato ma sufficiente per testare la piattaforma.
- Il piano Pro a 18$ al mese sblocca prompt di testo illimitati, fino a 1.000 immagini al giorno, accesso a tutti i modelli Pro, context window estesi, backup cifrato delle conversazioni e 100 crediti mensili per video, musica e modelli premium. È il piano di ingresso serio, meno costoso di ChatGPT Plus o Claude Pro.
- Il piano Pro Plus a 68$ al mese scala per creator e heavy user: 7.500 crediti mensili, banking dei crediti per 2 mesi (i crediti non usati si riportano al mese successivo), limiti più alti sulla generazione immagini e rate limit API superiori.
- Il piano Max a 200$ al mese porta i crediti a 22.500 mensili con banking su 3 mesi e i rate limit API più alti disponibili. È pensato per chi usa Venice come infrastruttura produttiva, non come assistente occasionale.
Tutti i piani pagati includono 500 crediti di benvenuto una tantum. La fatturazione annuale offre fino al 16,7% di sconto su Pro e il 10% su Plus e Max.
I numeri che spiegano la crescita
I dati resi pubblici in occasione del round Series A raccontano una traiettoria non comune per uno strumento AI. Venice AI ha già 3 milioni di utenti attivi, 850.000 visitatori unici mensili al sito e 1,7 milioni di chiamate API al giorno. Ha raggiunto la profittabilità con ricavi annualizzati superiori a 70 milioni, senza aver mai raccolto capitale esterno fino a questo round.
Il finanziamento da 65 milioni è stato guidato da Dragonfly, venture firm specializzata in crypto, con la partecipazione di Coinbase Ventures e North Island Ventures. La sovrapposizione tra il background crypto di Voorhees e gli investitori non è casuale: Venice accetta pagamenti in crypto tramite i token VVV e DIEM, anche se solo l’8% degli utenti usa questa opzione. La base utenti paga prevalentemente con carta di credito, un segnale che la proposta di valore principale è la privacy, non la cripto-ideologia.
Il fondatore attribuisce la crescita più recente non ai token ma al raggiungimento della parità funzionale con ChatGPT. “Quando siamo partiti, eravamo molto lontani da quello che ChatGPT poteva fare, ma le persone ci usavano perché eravamo privati. Oggi siamo molto vicini a quello che ChatGPT può fare”, ha detto Voorhees in un’intervista esclusiva a TechCrunch. La nuova liquidità servirà ad acquistare GPU proprie e costruire data center autonomi, riducendo la dipendenza dal leasing e aumentando i margini.
Perché Venice è rilevante adesso
L’esplosione di Venice AI non è un caso isolato. Corrisponde a un momento preciso: le firme di OpenAI e di Anthropic con il Pentagono hanno fatto scattare un allarme per una fascia di utenti sviluppatori, giornalisti, aziende con dati sensibili, chiunque abbia ragioni concrete per non voler che le proprie conversazioni finiscano in database analizzabili. Venice ha intercettato quella domanda con un prodotto già maturo.
La questione che rimane aperta è la scalabilità della promessa. Venice AI controlla i propri data center per i modelli open source, ma per i modelli closed-source di OpenAI e Anthropic il routing avviene comunque attraverso le API di quei provider. La privacy è garantita sul lato Venice, ma le politiche di quei provider rimangono quelle che sono. È un dettaglio che l’utente che sceglie Venice per ragioni di privacy dovrebbe tenere presente.
Detto questo, per chi cerca un’alternativa alle grandi piattaforme che non richieda di fidarsi di un’azienda con accordi governativi, VenicevAI è oggi l’opzione più completa e matura sul mercato. A 18$ al mese (meno di 16€ al cambio attuale), è anche economicamente competitiva.






